Il Tirreno

Grosseto

Presunta corruzione. Martedì davanti al giudice Molino anche l’ex primo cittadino di Scansano

Udienza preliminare per il sindaco Bellini

Udienza preliminare per il sindaco Bellini

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SEMPRONIANO. Inchiesta veloce e ad alto impatto. Indagini chiuse a marzo con l'invio del 415 bis e adesso udienza preliminare fissata. Martedì davanti al giudice Molino approda il caso della vendita sospetta del terreno di Semproniano (Cellena) su cui deve sorgere un centro benessere. Una presunta corruzione legata alla variante urbanistica per il quale sono indagati il sindaco Gianni Bellini, la moglie Annunziata Petrucci, l'imprenditore altoatesino Giuseppe Hofer e l'ex sindaco di Scansano, Flavio Marzio Morini, in qualità di tecnico incaricato da Hofer. L'invio dell'avviso di fine indagini, unitamente all'inchiesta sul fotovoltaico a Scansano, aveva avuto come effetto le dimissioni di Morini, che si stava per ripresentare alle elezioni amministrative del suo Comune.  La Procura sospetta che Bellini abbia venduto a Hofer un suo terreno, a un prezzo sensibilmente sopravvalutato, in cambio dell'approvazione della variante. La magistratura aveva anche sequestrato immobili, quote societarie e conti correnti di Hofer per 2.331.000 euro che secondo la Procura sono pari all'ingiusto profitto conseguito con la corruzione ipotizzata, cioè la rivalutazione dei terreni già acquistati dall'imprenditore grazie alla variante apportata al piano strutturale. Erano stati sequestrati anche conti correnti e investimenti finanziari del sindaco Bellini e della moglie per un ammontare di 93.820 euro, che per la Procura equivalgono all'ingiusto prezzo della corruzione del primo cittadino: in altre parole, sarebbero la differenza tra la somma versata al sindaco e alla moglie e il valore effettivo del terreno comprato dall'imprenditore.  Bellini si è difeso sostenendo la regolarità di tutto quanto da lui compiuto, cioè la vendita del terreno che non serviva più alla sua famiglia come deposito di legname. Terreno per il quale era stato stipulato un compromesso. «Io non ho affatto venduto il terreno in cambio di favori in Comune», sostiene il sindaco.  Martedì gli indagati e i loro difensori, anche attraverso la documentazione reperita, dovranno confrontarsi con il pm Stefano Pizza, che ha chiesto il loro rinvio a giudizio. P.S.

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