Sicurezza
Carabinieri. Ai domiciliari un ex dipendente di Confesercenti e unimpiegata ancora in servizio
Immigrazione clandestina: 5 arresti
Pierluigi Sposato
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CARABINIERI. Luscita di uno degli indagati dalla caserma di piazza Lamarmora dopo le formalità legate alla notifica dellordinanza di custodia Sesso e denaro in cambio del nulla osta per il permesso di soggiorno
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GROSSETO. Sono sospettati di aver favorito l'immigrazione clandestina: pratiche in cambio di denaro, anche 11.200 euro, ma anche in cambio di favori sessuali, ai danni di chi era a caccia di una regolarizzazione, per lo più alle spalle di ditte ignare della pratica. Sono finiti agli arresti domiciliari in 5: ieri mattina i carabinieri hanno eseguito le ordinanze del gip Molino. Sono Marcello Moretti, 58 anni, già dipendente della Confesercenti; Chiara Chimienti, 31 anni, dipendente in servizio alla stessa Confesercenti; Paolo Palumbo, 45 anni, titolare di un'agenzia di infortunistica stradale; Reno Kaja, 33 anni, cittadino albanese titolare di una ditta di servizi agricoli; Muhammad Irfan Khan, 34 anni, cittadino pachistano attualmente disoccupato. Abitano tutti a Grosseto. Quella più grave è la posizione di Moretti, indagato anche per presunte violenze sessuali di cui sarebbe rimasta vittima una ragazza albanese. Anzi, proprio dalla sua denuncia era partita l'inchiesta condotta dai carabinieri della Procura, da quelli dell'Ispettorato del lavoro e da quelli della Compagnia (2009-2010). La straniera sarebbe stata minacciata: se non avesse acconsentito a rapporti sessuali, Moretti le avrebbe strappato il permesso di soggiorno da lui procurato, le avrebbe sparato in bocca con un fucile e l'avrebbe costretta a rientrare al suo paese. Primi episodi nel febbraio 2009, poi ripetuti nel luglio 2010, quando la ragazza sarebbe stata costretta ad altri rapporti sessuali, di tutti i generi. Sesso - ma anche denaro (7.000 euro) - in cambio dei documenti: effettivamente arrivati dopo che Moretti le avrebbe procurato datori di lavoro solo appartemente intenzionati ad assumerla. Moretti avrebbe curato personalmente le pratiche allo Sportello unico per l'immigrazione in Prefettura. Il permesso di soggiorno in cambio di denaro è stato contestato a Moretti anche per il caso di un altro extracomunitario, che avrebbe dovuto versare 11.200 euro rimanendo truffato (estate 2009). Non solo. Moretti si sarebbe dato da fare anche per tre cittadini bengalesi. In questa circostanza (dicembre 2010) sarebbe intervenuta anche la Chimienti, che avrebbe materialmente predisposto le domande di assunzione e le avrebbe inoltrate per via telematica. Per altri cinque stranieri, la Chimienti avrebbe tenuto un comportamento analogo e si sarebbe recata alla Direzione lavoro e in Prefettura per sollecitare l'esito; sarebbe intervenuto anche Kaja, che avrebbe formato falsi documenti per la ditta a lui intestata per la richiesta di manodopera, contattando connazionali disposti a pagare per avere i nulla osta al lavoro subordinato. Il tutto sempre in cambio di denaro. Quantificato in 5.500 euro nel caso di ulteriori due stranieri (contestazioni per Moretti, Chimienti e Kaja - dicembre 2011). C'è poi il capitolo che riguarda Palumbo e Khan (marzo 2011): avrebbero procurato un contratto fittizio di lavoro a un altro straniero presso la zia del primo (non intenzionata ad assumerlo) in modo da fargli ottenere il permesso. Palumbo da solo deve anche rispondere della presentazione di domande di lavoro di 4 ignari imprenditori per altrettanti stranieri.
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