Finanza
Caos per lo sfratto di sei famiglie
Lorenzo Santorelli
Contratto scaduto tra Comune e albergo. È servito l'intervento della polizia
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GROSSETO. «Si avvisa la gentile clientela che domani, 31 maggio 2011, scade il contratto tra il nostro albergo e il Comune di Grosseto. Si prega pertanto di liberare le stanze entro le ore 10. Grazie, la direzione». Come in una normale pensione a gestione familiare, questo biglietto scritto a mano è stato infilato sotto la porta di ogni camera per ricordare agli ospiti il termine della permanenza. Se non fosse che la "gentile clientela" è composta da sei famiglie con undici bambini di varie nazionalità che si trovano in emergenza abitativa. E l'albergo in questione è "Casa Betania", la casa per ferie situata nel seminario vescovile di Grosseto, la cui gestione è affidata a dei privati ma la struttura è di proprietà della curia. Così ieri mattina davanti all'entrata in via Ferrucci erano ammassate valigie e ansie delle sei famiglie, provenienti da nord Africa, Romania e India, che da quel momento non avevano più un posto dove dormire. Non sono mancati i momenti di tensione con la direttrice responsabile, Sonia Palmieri, tanto che è intervenuta anche una volante della polizia ma non c'è stato alcun episodio di violenza. «Qualcuno di loro non è nemmeno mai venuto a dormire qui nonostante avesse il posto garantito- attacca Palmieri - oltretutto questo è un albergo, non una struttura dove poter vivere permanentemente. Domani (oggi ndc) arrivano dei gruppi da ospitare ed io avevo detto fin dall'inizio che il 31 maggio sarebbero dovuti andare via». Una versione confermata anche dall'assessore alle politiche sociali Anna Guidoni, intervenuta di persona. «Già dall'autunno scorso l'amministrazione ha sostenuto integralmente le spese dell'alloggio di questi sei nuclei familiari alla struttura "Blu maremma". L'8 maggio, data di scadenza del progetto, siccome non erano riusciti a trovare soluzioni alternative, il Comune è riuscito a reperire ulteriori fondi per garantire un alloggio a Casa Betania, che ci tengo a ringraziare, fino al 31 maggio e non oltre». L'assessore aggiunge che per queste ulteriori 23 notti il Comune ha ricevuto un trattamento agevolato spendendo 3000 euro. A Casa Betania il costo di una singola è di 35 euro a notte mentre per la doppia 65. Calcolando l'occupazione di sei stanze per 23 notti il costo complessivo varia da 4830 a 8970 ed il risparmio è evidente. Ciò che resta da capire è dove andranno adesso queste famiglie.«Avete aspettato il risultato delle elezioni per sgomberarci?» allude una madre marocchina. «Sono desolata ma non so che dirvi» risponde Guidoni allargando le braccia. Le prospettive sono fosche tanto è vero che il Comune in una nota dice di aver speso da gennaio a maggio 60.000 euro, tutto il budget annuale stanziato per affrontare l'emergenza abitativa.«Queste risorse - ha spie il sindaco Bonifazi - verranno subito reintegrate nonostante i tagli dei trasferimenti nazionali. Ma per ora i 92 alloggi al Poggio sono già tutti occupati e ci sono 105 famiglie in lista d'attesa. Abbiamo stanziato fondi per il sostegno agli affitti ed entro l'anno termineremo la costruzione dei 70 alloggi Erp alle Stiacciole». Intanto gli sfrattati stanotte si arrangeranno. Qualcuno dormirà davanti alla chiesa del Sacro Cuore, altri hanno occupato una casa vuota.
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