Il dolore
Ma per tutti numeri poco esaltanti
Emilio Guariglia
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ELETTORI in fortissimo calo a Grosseto: -10% Astensione da brividi, né il vincitore né il vinto sfondano nei consensi
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GROSSETO. Emilio Bonifazi ha vinto. Per altri cinque anni sarà sindaco di Grosseto. Il ballottaggio, dunque, non ha riservato sorprese: benché infatti Bonifazi - orfano per scelta sua e del Partito Democratico del sostegno delle sinistre alleate cinque anni fa - al primo turno non avesse fatto scintille, il distacco sullo sfidante Mario Lolini era troppo ampio per lasciare presagire miracoli alla prova d'appello. Niente sorprese, dunque, ma elementi radicalmente nuovi sui quali ciascuno - vincitori e vinti - da oggi dovrà meditare a fondo ce ne sono eccome. Uno su tutti, lo spaventoso dato dell'astensionismo: 6.736 cittadini grossetani hanno ritenuto di non doversi ripresentare alle urne quindici giorni dopo la prima prova, che pure già aveva segnato livelli di assenteismo da record storico. Su questi numeri non può ridere nessuno. Né Bonifazi né Lolini, infatti, hanno saputo intercettare in queste due settimane il consenso di chi al primo turno aveva puntato su altri aspiranti sindaci; né tantomeno sono riusciti, ai tempi supplementari, a infiammare gli animi di una città apparsa molto stanca. In verità Emilio qualche ragione in più per sorridere ce l'ha. Rispetto al 15 maggio, infatti, sul suo nome ha calamitato 1.939 voti ulteriori, balzando da 20.909 a 22.848. Mentre dall'altra parte Mario, che doveva mobilitare le masse, segna un disastroso +887, vale a dire appena appena (o poco più) i voti del Mat di Bragaglia, che - bocciato al primo turno - aveva chiesto apertamente ai suoi elettori di votare il candidato Pdl. Nessuno dei due sfidanti, in ogni caso, è riuscito a recuperare un solo granello di quei 2.040 voti consegnati a sorpresa dai grossetani al primo turno al candidato dei grillini. E lo stesso Bonifazi deve osservare come l'operazione alla quale si è dedicato con maggior impegno nelle ultime due settimane, cioè convincere l'elettorato di Cristina Citerni e delle sinistre (3.795 persone) a scegliere lui nel ballottaggio, ha dato risultati molto scarsi. Sintomo chiaro di un rapporto con ampie fette di elettorato - che pure negli anni scorsi l'aveva sostenuto - ormai alla frutta. Come testimonia ancora una volta l'inflessibile matematica: tra il 2006 e il 2011, con una base elettorale cresciuta di oltre mille aventi diritto, Emilio si vede confermare sindaco con 1.604 voti in meno di quanti ne avesse presi cinque anni fa, 1.604 cittadini che dopo un mandato hanno deciso di non rinnovargli la fiducia. Certo, sia Bonifazi che Lolini pagano il clima generale di disaffezione alla politica, e Mario anche la disastrosa situazione del centrodestra a livello nazionale. Ma a consolarsi così, entrambi commeretterebbero un grave errore di prospettiva. Il sindaco confermato dovrà infatti mettercela tutta - a cominciare dalla nuova giunta che andrà a comporre - per dare un segnale di autentica svolta, uno scatto di reni che mostri almeno l'intenzione reale di mettere le ali a Grosseto dopo un mandato fatto di tante buone cose concrete ma di troppo pochi "sogni". Sul fronte opposto, il centrodestra dovrà convincersi che l'unica strategia per poter tornare a vincere è archiviare la nostalgia per "l'età aurea" di Alessandro Antichi. Lolini, in fondo, veniva di lì e per la quarta volta di seguito (comunali, regionali, provinciali e ancora comunali) i grossetani hanno ribadito di non avere alcun rimpianto di quei tempi. Largo ai volti nuovi, insomma, magari capaci di ripartire con la grinta proprio dell'Antichi '97. Di qua e di là dal guado, in ogni caso, pochi brindisi e poche lacrime e un imperativo su tutti: rimboccarsi le maniche, perché il 40 per cento dei grossetani, ieri, ha detto chiaramente che così com'è non gli va bene.
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