Il dolore
L'assemblea sarà una rosa con poche spine
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IN AULA. Presto la composizione dell assemblea Sel chiede la presidenza alle minoranze, pericoli sull'asse Idv-Udc
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GROSSETO. In teoria, rispetto a 5 anni fa, Bonifazi dovrebbe avere una maggioranza più solida e quindi un cammino più spedito. È stato questo uno dei primi commenti nel quartier generale del sindaco. I 19 consiglieri hanno un background meno radicale, rispetto a Tania Amarugi o Fiorenzo Linicchi, tanto per citare due spine nel fianco (sinistro) del sindaco nel mandato 2006-2011. Una maggioranza che, sulla carta, appare più facile da mettere d'accordo rispetto a quella che venne fuori dalle urne cinque anni fa. Bonifazi potrà quindi affrontare l'assemblea con animo più sereno, senza dover ogni volta temere agguati, assenze o uscite strategiche, in virtù di numeri risicati. Guardando l'attuale composizione del consiglio il pericolo dei mal di pancia (a seguito di "sgradite" nomine in giunta) arriva più dai cespugli che dal partitone democratico. Situazioni e scelte delicate si profilano per quanto riguarda Udc-Api e Italia dei valori. Altra partita controversa potrebbe essere quella relativa alla presidenza del consiglio. Buzzetti (Sel) la rivendica per le minoranze, sperando magari in un'investitura della Citerni. Ipotesi molto probabile, sia per lo spessore e il carisma di Cristina, sia perché questa mossa segnerebbe l'inizio di una nuova fase (distensiva) nei rapporti tra il Pd e la sinistra, resi più che mai difficili, a Grosseto, dai "dispetti" degli ultimi 15 giorni. Tra i più attesi, al debutto, sicuramente Saimo Biliotti, il manager che un anno fa Bonifazi ha fatto fuori dal Coseca. Difficile, per chi lo conosce, immaginarlo consigliere-paletta... Sui capigruppo tutto ancora in alto mare. Erano 16 l'ultima volta. Nella consiliatura 2011-2016 non sarà possibile, anche litigando assai, arrivare a certi livelli di frammentazione. Spigolature e curiosità. In consiglio escono gli urologi (Viggiani ha mancato la rielezione, Pizzuti ha preferito farsi da parte) ed entrano un dentista (Andrea Ulmi) e uno pneumologo (Claudio Pacella), entrambi all'opposizione. Resta nutrita la pattuglia degli avvocati: non ci sono più Scheggi, Montemaggi, Sensi e - soprattutto - Antichi, ma il Foro rimane ben rappresentato da Fabrizio Rossi, Pier Francesco Angelini, Francesco Giorgi e Lorenzo Mascagni. Dal mondo della scuola arrivano, oltre a Bonifazi, Daniela Piandelaghi, Cristina Citerni e Stefano Rosini, il leader dei precari. G.B.
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