Il Tirreno

Grosseto

I VERTICI DEL PD ESULTANO

«In chiave nazionale un trionfo: ora dialogo con Sel»

<b>ONOREVOLE </b>Luca Sani
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ONOREVOLE Luca Sani

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 GROSSETO. Sia come sia, Bonifazi e il Pd di Grosseto incassano un successo indiscutibile da monetizzare subito. Qui infatti, forti anche di un solido consenso personale del ricandidato, sindaco e partito hanno accettato la scommessa - in partenza scomoda e rischiosa - di fare di Grosseto un laboratorio politico di interesse nazionale: via Sel e la Federazione della Sinistra (alleati con i quali si vinceva a mani basse al primo giro), e nozze con l'Udc. In realtà la strategia iniziale prevedeva di avere, con l'Udc, almeno Sel, in questo schieramento. Ma questioni più "personali" e locali che ideologiche, hanno fatto saltare il piano. Alla fine però, seppure con qualche affanno, il risultato è arrivato. E ora si può partire per la "fase due", nella quale diventa prioritario recuperare le sinistre e fare di Grosseto un modello per il voto nazionale, rispetto al quale i vertici del Pd immaginano una "grande coalizione" - dall'Udc a Sel - capace di sconfiggere Berlusconi.  I commenti dell'onorevole Luca Sani e del presidente della Provincia Leonardo Marras in questo senso sono espiciti. «L'apertura dell'alleanza all'Udc è stata vincente, e l'elettorato della sinistra radicale al secondo turno ha sostenuto questa scelta», dice Sani. Che subito allarga l'orizzone: «A Grosseto è stata fatta la prova generale di quel che succederà nei prossimi mesi nel Paese: l'incontro tra progressisti e moderati». Nei progressisti Sani annovera anche Sel, e anche a Grosseto, dove si deve riaprire la porta: «Ora, a partire dai territori, su questo bisogna lavorare, con i gruppi dirigenti dei partiti per costruire un'alternativa forte di governo. Questo vale a Grosseto nel rapporto con Sel, come in altre realtà in quello con altri partiti». Ancora più esplicito è Marras: «Faccio i miei più sentiti complimenti a Emilio Bonifazi per la vittoria sonante che ha ottenuto a Grosseto». esordisce il presidente, sottolineando il valore di una «vittoria che ha ridotto il centrodestra ai minimi termini». Una vittoria che anche per Marras si deve pure alla «scelta politica di aprire all'Udc», laboratorio appunto per prefigurare nuovi scenari nazionali e che conferma gli esperimenti vincenti di Orbetello e Castiglione, ricorda Marras. Il quale però non lascia spazio a dubbi: «Siamo riusciti ad anticipare una tendenza che tutti ci dobbiamo sentire impegnati a consolidare, riaprendo da subito la comunicazione con le forze politiche della sinistra radicale». E.G.

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