Sicurezza
Di Vincenzo: nessun passo indietro
Claudio Bellumori Francesca Gori
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COORDINATORE. Piero Carotti Parte del Pdl ha chiesto le dimissioni, il candidato entra in consiglio
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ORBETELLO. L'aria non è quella della resa dei conti, ma quasi. Il Pdl di Orbetello cerca di rimettersi in piedi dopo la batosta alle urne di due settimane fa. A colpi di richieste di dimissioni (quelle di Rolando Di Vincenzo e Luca Teglia) e candidati che pensano a un futuro che potrebbe anche chiamarsi con un nome diverso rispetto a quelll del Pdl. Lunedì si è riunito il coordinamento del partito. Il verbale è stato votato all'unanimità e il documento parla chiaro: Rolando Di Vincenzo entrerà in consiglio, sarà capogruppo per un po', poi lascerà per dare il via a quel rinnovamento del partito chiesto da più parti. Ma qualcuno, nel Pdl, a questa ipotesi ha storto la bocca. Per qualcuno, Di Vincenzo e Teglia dovevano dimettersi subito e assumersi la responsabilità della sconfitta. Con le dimissioni di Di Vincenzo e di Teglia, si aprirebbero le porte in consiglio comunale per Chiara Piccini e Michela Paolini. Una squadra giovane, quindi, che da subito potrebbe prendere le redini per prepararsi ad una rivincita futura. L'idea è chiara: un segnale di immediato rinnovamento, avendo recepito la volontà dei cittadini con il voto espresso. Il risultato elettorale per il centrodestra alle ultime elezioni è stato impietoso, in negativo. Sicuramente nell'ultima tornata alle urne ha pesato l'"anti-Divincenzismo". «Il partito ha bisogno di rinnovarsi, è vero - dice il coordinatore del Pdl Pietro Carotti - ma la soluzione che ha scelto Rolando Di Vincenzo è quella che abbiamo sottoscritto tutti noi. Rolando entrerà in consiglio e lascerà poi il suo incarico una volta calmate le acque». Una scelta che però una parte del direttivo del Polo non ha buttato giù. «Iscritti agitati ci sono in ogni partito - aggiunge il coordinatore - ma alla fine la scelta che abbiamo fatto è stata una scelta serena. Una scelta che tra l'altro, la sera dopo, è stata accettata senza nessuna posizione differente da tutti i nostri alleati della coalizione Oltre il Polo». La posizione di Di Vincenzo, quindi, nonostante parte del suo partito abbia chiesto le dimissioni subito, è rimasta la stessa di qualche mese fa. La scelta di restare, almeno per un po'. Dall'altra invece c'è quella di Luca Teglia, vicesindaco, che le dimissioni per ora ha deciso di non prenderle nemmeno in considerazione. E poi c'è Andrea Casamenti, che ha fatto man bassa di preferenze alle ultime elezioni. È l'avvocato l'ago della bilancia di questa partita. Casamenti era uno dei papabili. Ma Matteoli ha "benedetto" Di Vincenzo. Per i titoli di coda della vicenda targata Pdl, le prossime settimane, probabilmente, saranno decisive. In un modo o nell'altro.
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