Il dolore
Carbonizzato nell'auto in fiamme
Federico Lazzotti
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INDAGINE I rilievi di vigili urbani e carabinieriTragedia a Grosseto sud, Marco Merlini avrebbe compiuto 66 anni domani
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GROSSETO. Per accendere un mostro senza volto è bastata una scintilla sotto il sole di mezzogiorno, il resto lo hanno fatto le fiamme che un po' alla volta si sono mangiate vernice, carrozzeria, sedili e soprattutto la vita al volante della Peugeot 306 uscita di strada ieri mattina allo svincolo di Poggio La Mozza, tra l'ingresso di Grosseto sud e il ponte Mussolini. «L'incendio - racconta Gennaro, uno dei primi a fermarsi lungo la statale - aveva già invaso l'abitacolo. L'odore di gomma bruciata ti entrava nei polmoni. Ho provato ad aprire lo sportello ma il calore aveva dilatato le guarnizioni e bloccato le uscite. Con altri automobilisti abbiamo preso a calci il vetro per salvare quell'uomo. In mezzo al fumo ho visto un corpo ma non si muoveva. Quando le fiamme sono aumentate ci siamo allontanati, un attimo dopo l'auto è esplosa. Forse - conclude - se fossimo arrivati qualche istante prima saremmo riusciti a salvarlo». Marco Merlini, ex impiegato alle Poste e dall'inizio degli anni Novanta proprietario della ferramenta lungo via Scansanese, avrebbe compiuto 66 anni domani. Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Laura D'Amelio, aspettano gli esami di laboratorio, impronta dell'arco dentale e dna, per avere la certezza assoluta che il corpo trovato carbonizzato all'interno della sua macchina sia proprio quello del commerciante. A raccontare la dinamica dell'incidente anche ai vigili urbani che hanno effettuato i rilievi, è stato l'automobilista che poco prima di mezzogiorno stava percorrendo la statale in direzione opposta alla macchina di Merlini. «Ho visto la Peugeot entrare sulla strada principale dallo svincolo - racconta Gianluca, 33 anni - sembrava che al volante non ci fosse nessuno. Poi l'auto ha sbattuto contro il guard rail una prima volta e si è appoggiata di nuovo sul ciglio della strada». Per la descrizione dell'incidente e la cartella clinica del sessantaseienne che in passato aveva avuto qualche problema di cuore, gli inquirenti ipotizzano che ad innescare il fuori strada sia stato un malore che spiegherebbe anche perché il commerciante dopo l'urto e il fumo non abbia cercato di uscire dall'abitacolo. Qualche dubbio, invece, riguarda il percorso compiuto da Merlini per arrivare fino a Poggio La Mozza. Il sessantaseienne sposato e padre di un ragazzo di 35 anni, ieri mattina, è uscita di casa intorno alle 10 dicendo alla moglie che sarebbe andato al cimitero. «Noi - ha risposto la donna - andiamo al mare, ci vediamo per pranzo». Forse l'uomo, dopo essere stato a trovare i suoi cari invece di passare per la città ha deciso di uscire e poi rientrare a Grosseto passando dall'Aurelia. Quando i familiari sono tornati a casa e non l'hanno trovato nell'appartamento di via Australia, hanno aspettato per un po', poi sempre più preoccupati, hanno cominciato a telefonare a carabinieri, ospedale e polizia. A quell'ora, intorno alle 14, il corpo di Marco Merlini stava per essere trasferito all'obitorio. Il mostro che aveva appena ucciso il loro caro lo avevano spento i vigili del fuoco. A quel punto si è acceso il dolore.
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