Il Tirreno

Grosseto

Schianto in moto, muore a 24 anni

Federico Lazzotti
<b>SALMA.</b> Il corpo di Andrea Corrieri mentre viene portato all&#146;obitorio
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SALMA. Il corpo di Andrea Corrieri mentre viene portato all’obitorio

Tragedia sulla vecchia Aurelia, vittima un giovane operaio di Ribolla

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 GROSSETO. Michele voleva immettersi sulla statale da una stradina laterale quando ha sentito un fruscio sfiorare il muso della macchina con la targa «prova» che aveva appena ritirato dal gommista. Carlo stava facendo un preventivo nell'ufficio della concessionaria Citroen dall'altra parte della strada quando «un botto incredibile» gli ha fatto pensare che una vetrata dell'autosalone fosse andata in frantumi. «Ci sono i lavori e ho pensato al peggio», ricorda. Per un attimo, poi, intorno alle quattro del pomeriggio, c'è stato solo il silenzio lungo la vecchia Aurelia, la strada che costeggia la zona industriale alle porte di Grosseto.  I rumori della morte si sono portati via Andrea Corrieri, 24 anni, operaio della Tioxide di Scarlino, la passione per le moto e una foto sul profilo Facebook con un tramonto rosso fuoco nel quale un gabbiano vola verso l'alto in mezzo a quattro file di recinzioni.  Dopo lo scontro frontale con una Lancia Y, della sua Honda Cb 500 rossa, sella in pelle nera rettangolare e fanalino anteriore tondo, è rimasto solo un ammasso di lamiere e pistoni nascosti tra l'erba, nella fossetta che costeggia la strada. Sono serviti cinque vigili del fuoco per portarla fuori e trasportarla dal custode giudiziaria dopo il sequestro disposto dalla Procura.  «La moto - spiegano i vigili urbani che hanno condotto i rilievi - si deve essere allargata per evitare il contatto con la Ford Ka che, invece, stava cercando di immettersi sull'Aurelia». A questo punto - sempre secondo la prima ricostruzione degli inquirenti - la Honda avrebbe invaso la corsia opposta dove arrivava la Lancia Y grigia alla guida della quale c'era un grossetano di 43 anni.  «La motocicletta - racconta un testimone - è andata nel fosso mentre il corpo del ragazzo prima ha sbattuto contro l'auto e poi è finito a terra, nel parcheggio del negozio di elettrodomestici. Credo che nello scontro il motociclista abbia perso anche il casco, era troppo lontano da lui quando lo hanno soccorso».  Quando in via Aurelia nord è arrivata l'équipe del 118 divisi su tre ambulanze, le condizioni del ventiquattrenne erano disperate. «Troppo forti - dirà il referto medico - le contusioni addominali e i traumi cerebrali per cercare di rianimarlo».  In ospedale ci sono andati, ma solo per accertamenti e qualche graffio, anche i conducenti delle due macchine coinvolte. «Entrambi - spiegano gli inquirenti - sono sotto choc e verranno ascoltati solo nei prossimi giorni per capire dai protagonisti la dinamica dello scontro». Il tratto di Aurelia dov'è avvenuto l'incidente mortale è rimasto chiuso per circa due ore e mezzo e solo alle 19, quando le due carreggiate sono state liberare, è stato riaperto.  Adesso toccherà al pubblico ministero Laura D'Amelio decidere se effettuare l'autopsia sul corpo del giovane oppure restituire la salma alla famiglia per i funerali. Per il momento, il cadavere è stato trasferito dalla San Lorenzo servizi all'obitorio di Grosseto in attesa delle indicazioni del pm.  È toccato invece ai carabinieri di Ribolla suonare alla porta di casa Corrieri, nel tardo pomeriggio, per dire alla madre del ragazzo quello che era successo.  «Sono una famiglia di brave persone - racconta il sindaco Giancarlo Innocenti - il padre, scomparso di recente, era un maestro alla scuola elementare, la madre ha lavorato per anni alle Poste di Ribolla. Questi due ragazzi erano il loro orgoglio. Purtroppo - prosegue - queste maledette strade continuano a provocare dolore».  

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