La protesta
Rabbia degli operai al caseificio «Traditi e mandati a casa Ora Stribugliano è in ginocchio»
◗
CASEIFICIO. Adesso la situazione è drammatica I libri dell'azienda portati in tribunale e lavoratori messi in ferie Il racconto: ordini in aumento ma la coop non ha avuto pazienza
3 MINUTI DI LETTURA
STRIBUGLIANO. «Il caseificio per Stribugliano è come la Fiat per Torino. Per questo il fallimento della Latteria amiatina è un gravissimo danno non solo per i 15 operai e per i 100 pastori che conferiscono latte di pecora, ma per un'intera zona. Il fallimento, provocato in primis dalla cooperativa La Doganella di Canino, una coop di trecento soci che non ha voluto aspettare un mese e avere fiducia nella ripresa del caseificio amiatino, è un danno enorme per tutti noi». A parlare così, accoratamente, è Donella Garosi, un'operaia del caseificio di Stribugliano, i cui proprietari, ieri l'altro, hanno dovuto presentare i registri in tribunale e aprire, così, di fatto, la fase fallimentare della Latteria Amiatina. Beni immediatamente pignorati, operai a casa, eccetto un paio che saranno in sede ogni giorno per curare che il formaggio già prodotto non vada in malora. La Garosi è disperata e molto amareggiata per la mancanza totale di fiducia da parte del creditore che di fatto ha dato il via all'azione fallimentare, la Doganella, appunto, che nonostante sollecitata ad aspettare da moltissimi soggetti, anche istituzionali, ha preferito, invece, aprire, subito, il contenzioso. «Capisco - afferma l'operaia - le ragioni della cooperativa. Ma noi da alcuni mesi ci stavamo riprendendo lentamente e eravamo prossimi ad ottenere il sostegno di Fidi Toscana. Stavamo producendo il "fresco", come la mozzarella, un nuovo prodotto che ci veniva richiesto tantissimo e che è un segnale della capacità di rispresa dell'azienda. Adesso che la Doganella ha di fatto bloccato tutto, con la speranza di recuperare tutto ciò che le è dovuto, e l'azienda ha dichiarato fallimento, cosa è stato ottenuto? Cento pastori che non sapranno più dove portare il latte, 15 operai a casa (per ora sono in ferie). È vero che i dirigenti del caseificio hanno fatto un errore di gestione, ma era un errore che poteva essere recuperato. Lo so bene, perché ho visto in questi mesi quanto lavoro avevamo e quante richieste. Per cui mi sento di dichiarare che la Doganella, sebbene avesse ragione a pretendere il dovuto, tuttavia è stata avventata, senza darci alcuna possibilità di rientrare. Ha messo a terra un intero paese, praticamente tutte le famiglie di Stribugliano e ha messo in ginocchio i pastori di Monte Labbro e dintorni che ci davano il latte. C'era in corso - prosegue - un progetto per salvare l'azienda, c'era la promessa di Fidi Toscana, c'era l'impegno istituzionale. La dirigenza attuale di Claudio Lorenzoni e Gabriele Baldini che si erano presi la briga di rilevare il caseificio dopo l'uscita della Copaim, ci ha permesso di avere lo stipendio per due anni. Loro, all'epoca, ci hanno salvato dal licenziamento e adesso, bisogna ringraziarli. Fa male sapere quanto hanno fatto e vedere che dal martedì al mercoledì, senza aspettarselo, sono stati costretti a portare i registri in tribunale. Con prospettive drammatiche per tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
