Il Tirreno

Grosseto

Addio ai lecci di via Tito Speri

Lorenzo Santorelli
<b>VIA SPERI.</b> I lecci che saranno abbattuti
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VIA SPERI. I lecci che saranno abbattuti

Ne saranno tagliati 17 su 37, ma non tutti sono d'accordo Il Comune replica: «Sono stati messi troppo vicini»

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 GROSSETO. Per qualcuno sono un riparo naturale dalla calura estiva, altri li considerano un intralcio alla viabilità ed all'illuminazione. In ogni caso il destino dei lecci di via Tito Speri sembra segnato e la metà di questi verrà abbattuta. Una scelta che secondo i tecnici del comune è stata caldeggiata dalle numerose richieste dei cittadini.  Eppure la decisione non riceve consensi unanimi. «Basterebbe potarli e non toglierli del tutto - dice Moreno Faragli della tabaccheria all'angolo di piazza della Libertà - oltretutto mi sembra illogico che si sia aspettato tanto tempo per poi eliminarli d'estate quando offrono anche un riparo dal sole».  «Non hanno mai creato disagi a parte un po' di resina sulle macchine - aggiunge Paola Scaragli del forno adiacente - se alcuni sono malati spero che li rimpiazzino con altri. Fanno ombra, potrebbero aspettare almeno fino ad ottobre».  Ma dal comune parlano di una scelta inevitabile perché, come sottolinea Claudio Rosselli, tecnico dell'ufficio per la manutenzione del verde pubblico, «ad ottobre si potrebbero fare dei danni agli alberi, i lecci tollerano questo tipo di interventi solo nel periodo tra la primavera e l'estate».  Su 37 lecci presenti nella via, diciassette verranno tolti e gli altri venti saranno potati. «Le operazioni cominceranno a breve, si tratta di una forma di diradamento controllato. I lecci furono impiantati 45 anni fa ad una distanza troppo ravvicinata l'uno dall'altro ed anche verso le abitazioni».  Tra i vari problemi che avrebbero spinto i residenti a chiederne la potatura o l'abbattimento vi sarebbe quello delle ramificazioni troppo sporgenti e vicine alle terrazze.  «E' capitato che topi o rettili siano potuti arrivare fino al quarto piano dei palazzi - sottolinea Rosselli - i rami fungono da vettori per varie specie di animali. Per non parlare dell'illuminazione che viene molto limitata». Attualmente i lecci distano circa sei metri l'uno dall'altro e quattro metri dalle case. Una distanza così ravvicinata da compromettere anche lo sviluppo degli alberi. «L'abbattimento è consequenziale alla certificazione della malattia da parte di un agronomo. Dopo due anni di rilievi abbiamo constatato che la potatura rimanda il problema senza risolverlo. Toglieremo il disagio per i residenti, garantiremo un'illuminazione migliore e l'ombra ci sarà lo stesso».

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