Il dolore
È accusata anche di furto e danneggiamento
Suicidio dalla Zancona la stalker va a giudizio
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ARCIDOSSO. Sarà processata il 19 dicembre dal giudice Addimandi la donna accusata di aver perseguitato l'ex amante che nello scorso agosto decise di togliersi la vita gettandosi dal viadotto della Zancona, a 49 anni. Il giudice dell'udienza preliminare Pietro Molino ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Fabio Maria Gliozzi e ha fissato il processo per la quarantottenne abitante sul Monte Amiata. La donna è assistita dall'avvocato Romano Lombardi mentre la vedova dell'uomo si è costituita parte civile con l'avvocato Cecilia Corsini. Nessun rito alternativo è stato chiesto dalla difesa. E nessuna delle due donne era presente in aula. La donna deve rispondere di quattro contestazioni: lo stalking, per aver trasformato in un inferno la vita dell'uomo, che abitava a poca distanza dalla casa dell'imputata; il furto, per le telefonate e i fax che sarebbero stati inviati con un allaccio abusivo alla rete Telecom (con le aggravanti dell'esposizione dei cavi alla pubblica fede, dell'uso di arnesi per realizzare il collegamento e dello scopo di perseguitare l'uomo) dopo gli sms inviati dalle cabine telefoniche; il danneggiamento, per aver bucato le ruote dell'auto dell'uomo (una volta all'aperto, denuncia del 19 gennaio 2009, una volta in garage, denuncia del 28 febbraio 2010); la violazione di domicilio, perché l'auto era in garage e si presume quindi che la donna debba essere entrata in qualche modo all'interno. Le chiamate provenivano dalle utenze di quattro ignari compaesani ma anche da casa della famiglia, mediante appunto l'allaccio abusivo. Nessuna contestazione viene mossa dalla Procura in relazione all'induzione al suicidio, che resta così sullo sfondo di una storia venuta alla luce dopo l'episodio del 2 agosto dell'anno scorso, quando l'uomo aveva lasciato l'auto con le quattro frecce accese e si era gettato nel vuoto, compiendo un volo di 45 metri. Tre biglietti erano stati ritrovati dai carabinieri all'interno della sua auto: «Per favore arrestate quella delinquente» aveva scritto in uno di questi indicando il nome della donna. Un mese più tardi, il gip aveva vietato alla donna di avvicinarsi alla vedova. (p.s.)
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