Attenzione
Il caseificio verso la chiusura
Fiora Bonelli
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STRIBUGLIANO. Alcuni prodotti del CaseificioAllarme a Stribugliano, venti posti di lavoro sono a rischio
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SEGGIANO. A Stribugliano paragonano quello che sta accadendo all'interno del caseificio alla vicenda che ha coinvolto a Grosseto la Mabro: il centro dell'economia verso la chiusura con il rischio di perdere venti posti di lavoro che qui sono il 10% della popolazione totale. Lo storico caseificio di Stribugliano è dunque in crisi. Ma le istituzioni ce la stanno mettendo tutta e sono in vista, pare, progetti salvavita. E c'è da crederci, perché quando nacque, negli anni '70, il caseificio era stato una speranza per tutta la zona amiatina. Il caseificio fu subito apprezzatissimo, perché si sapeva che badava all'artigianalità, alla tipicità, alla manualità. Tutti elementi connotativi che si sono sempre mantenuti inalterati, e anzi esaltati, anche quando si cominciarono ad introdurre più sofisticati strumenti tecnologici e di controllo a totale garanzia del consumatore e anche dell'ambiente. Così quel pecorino toscano diventò soprattutto per Stribugliano, una borgata di sole duecento anime, fra le più periferiche della montagna amiatina, una vera ancora di salvezza coi suoi 20 posti di lavoro offerti dal caseificio quando l'azienda entrò a far parte del gruppo Copaim. Poi l'azienda passò dopo qualche anno ad una nuova società, la Latteria Amiatina, con l'obiettivo di ampliare produzione e operai. Ma la crisi economica non ha permesso all'apparato di Stribugliano di fare il gran salto sperato, anzi ha aperto scenari pericolosi per la tenuta della struttura. A questo punto, le istituzioni non sono state con le mani in mano e la speranza è, adesso, di poter salvare il caseificio di Stribugliano attivando una nuova gestione e puntando ancora una volta sull'alta qualità, sul prodotto tutto locale e artigianale. Spiega l'operazione di salvataggio in corso il sindaco di Arcidosso Emilio Landi che su questo delicato problema sta lavorando da mesi: «Non possiamo permetterci di perdere questa realtà che per noi è storica e serbatoio di lavoro per Stribugliano: operai, impiegati e indotto. Una filiera importante. Per questo il comune di Arcidosso, d'intesa con l'assessorato competente della Regione Toscana, con la Provincia e Fidi Toscana, a fronte dell'attuale impasse gestionale, sta avendo una serie di incontri con pastori, agricoltori, fornitori e tutti coloro che a vario titolo ruotano attorno all'attività di questo caseificio». Il momento - ammette Landi - è difficile, ma la discussione è aperta. «Si sta valutando prosegue - la possibilità di un progetto che con una nuova gestione più solida, valorizzi al massimo la produzione di latte locale, con l'inserimento nel mercato del pecorino di Stribugliano, con un marchio toscano. Ci preme mettere il cappello su un progetto che garantisca la tenuta dell'operazione, che dia garanzie forti ai conferitori di latte, alla struttura lavorativa del caseificio». Fra pochi giorni il progetto dovrebbe essere concretizzato, poiché l'attenzione a questa faccenda per noi basilare, non arriva solo dal Comune. «C'è forte interesse e sostegno massimo - conclude il sindaco - della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto, di Fidi Toscana e delle Banche. Credo che ce la faremo, nonostante i venti di grave crisi che purtroppo soffiano intorno all'azienda». Intanto però il paese trema all'idea di perdere venti posti di lavoro.
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