Sicurezza
Il blitz di polizia e municipale il 7 maggio. Ora Il giudice ha disposto il sequestro del piano terra
«Discoteca illegale», sigilli al Nob
Federico Lazzotti
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SIGILLI. Lingresso del Nob lungo la Castiglionese. Ieri i sigilli della polizia al piano terra del locale Musica e centinaia di clienti ma nessuna licenza, indagati i due titolari
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GROSSETO. Lo spettacolo di mangiafuoco, i tavoli del ristorante appoggiati alle pareti e la sala trasformata in una pista da ballo. Un'uscita di sicurezza bloccata dall'interno da un biliardino e all'esterno dalle macchine parcheggiate. Davanti all'altra porta antipanico la postazione del dj e le casse. In mezzo seicento ragazzi che ballano e chiacchierano. È questa la scena che si sono trovati di fronte agenti della municipale e polizia che sabato 7 maggio si sono presentati al Nob di via Castiglionese per un controllo. A distanza di diciotto giorni, giovedì il giudice Pietro Molino ha accolto, ma solo in parte, la richiesta del pubblico ministero Salvatore Ferraro che aveva chiesto il sequestro preventivo di tutta struttura, iscrivendo nel registro degli indagati i due soci amministratori della società "Nob dei fratelli Leandri snc". L'ipotesi di reato è che i proprietari - si legge nel decreto di sequestro del piano terra del locale - abbiano tenuto aperto svolgendo attività di discoteca senza essere in possesso della necessaria licenza. E nonostante la Commissione del Comune avesse rifiutato le due richieste effettuate dai titolari nell'ultimo anno. A far scattare il controllo all'inizio di maggio è stato un annuncio comparso su Facebook nei giorni precedenti al week end nel quale veniva pubblicizzata la serata del sabato al Nob. Così oltre a centinaia di clienti, intorno a mezzanotte e mezzo, nel locale sono arrivati anche gli investigatori. La descrizione che emerge dagli atti è quella di un locale che in caso di incidente - scrive il giudice - sarebbe diventato praticamente inaccessibile da parte dei mezzi di soccorso: le uscite di sicurezza bloccate, la strada lungo la Castiglionese ridotta a un vialetto dalle macchine. Dentro la sala da pranzo adibita a discoteca con casse, postazione dj e tutto quello che si immagina se si chiudono gli occhi e si pensa a una serata danzate: persone che ballano, altri che parlottano con il drink in mano lungo i corridoi e gente che entra ed esce dal locale. In più dietro al bancone uno dei barman avrebbe anche improvvisato l'esibizione del mangiafuoco utilizzando per lo spettacolo materiale altamente infiammabile e dunque pericoloso. Quando gli agenti hanno chiesto ai titolari permessi e licenze, uno dei proprietari avrebbe mostrato un'autorizzazione per attività di allietamento rilasciata dal Comune di Grosseto il 12 dicembre 2010 e valida fino al 30 aprile 2011 in cui «si consente attività musicale con dj o musica dal vivo dalle 20 alle 24 con capienza massima all'interno del locale di 99 persone». Oltre all'autorizzazione temporanea, ma scaduta, i titolari avrebbero cercato di spiegare a polizia e municipale che avevano fatto richiesta al Comune affinché rilasciasse un'autorizzazione permanente. Niente da fare. La Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, l'11 aprile scorso, ha infatti espresso parere contrario alla domanda dei titolari. Tre i motivi: carenze negli elaborati e nella relazione tecnica, mancanza di un piano di emergenza e valutazione dei rischi e infine l'assenza di certificazione di staticità e di documentazione relativa alla conformità urbanistica. Secondo gli inquirenti, non era la prima volta che i titolari presentavano la medesima richiesta all'attenzione della Commissione. Lo stesso era avvenuto nel giugno del 2010 ma allo stesso modo era stata rigettata per «la carenza della documentazione». Il giudice, a differenza di quanto richiesto dal pubblico ministero, ha disposto di limitare il sequestro soltanto al piano terra, consentendo ai titolari di sfruttare il piano superiore per la ristorazione. Ma avverte il gip: «Ove l'attività non consentita (la discoteca ndr) dovesse perpetrarsi negli altri ambienti, il sequestro non potrà che estendersi sull'intero ambiente».
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