Il dolore
«Basta rave party a Sorano e dintorni»
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RAVE PARTY Erano diretti a Sorano gli aggressori dei due carabinieri A distanza di un mese dal pestaggio dei carabinieri si muove il Comune
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SORANO. Stop «a raduni o feste come il rave di Pasqua sul territorio comunale di Sorano», dove il 25 aprile scorso due carabinieri furono aggrediti, e sono ancora oggi in gravi condizioni, da quattro giovani che si stavano dirigendo a Sovana, dov'era in corso un maxi ritrovo. Il consiglio comunale ha infatti approvato all'unanimità un documento in tal senso, dopo aver ascoltato la comunicazione del sindaco Pierandrea Vanni sull'aggressione del 25 Aprile. Nel documento si esprime «piena solidarietà ai carabinieri feriti, alle loro famiglie e all'Arma» e si «condanna e rifiuta ogni atto di violenza e di intolleranza». Condividendo le dichiarazioni del sindaco il Consiglio sottolinea che «feste e raduni clandestini e comunque non autorizzati o che non applichino le regole proprie di una convivenza civile, sono estranee alla cultura e alle tradizioni del nostro territorio e non hanno niente a che vedere con gli incontri di aggregazione musicale o di qualunque altro genere, che invece vanno favoriti, aperti ai giovani e non solo a loro». Un messagio che ha un valore simbolico ma anche di indirizzo. «Il Consiglio comunale - conclude il documento - invita il sindaco ad adottare con le autorità di pubblica sicurezza tutti i provvedimenti necessari per impedire che il territorio del Comune sia teatro di raduni o feste illegali, conferendogli mandato di attuare con i sindaci dei comuni limitrofi strategie condivise che vadano in questa direzione». Il timore è che feste come quella a cavallo di Pasqua si possano ripetere senza poter far niente per impedirle.
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