Il Tirreno

Grosseto

«Stanchi delle tragedie, salvateci»

Francesca Ferri
<b>TRAGEDIA SFIORATA </b>Una delle tre persone rimaste ferite nella carambola di via della Pace
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TRAGEDIA SFIORATA Una delle tre persone rimaste ferite nella carambola di via della Pace

Il parroco del Sacro Cuore: petizione di 500 firme e nessuno ha mosso un dito

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 GROSSETO. «Dico "basta" a dare da lavorare alle pompe funebri, al soccorso stradale, a carrozzieri e pronto soccorso». Non è un appello né una provocazione quella che don Giancarlo Silveri, parroco del Sacro Cuore, verga senza esitazione in una lettera aperta alle autorità per chiedere che siano fermati i pirati della strada che insanguinano via della Pace.  Cinquecento firme raccolte a marzo non sono bastate per ottenere sicurezza nel viale che, mercoledì scorso, è tornato teatro di sangue con un'auto piombata su una panchina che ha travolto cinque persone, tre delle quali ferite gravemente. E così il parroco ha di nuovo impugnato carta e penna, l'unica "arma" che gli è concessa, e ha scritto una lettera tanto schietta quanto dura, che ha poco della predica e molto dell'accusa dettata dall'esasperazione.  «Il sottoscritto, facendo seguito alla petizione firmata da più di 500 cittadini, si chiede quante altre carambole, con feriti più o meno gravi, siano necessarie per mettere in sicurezza questo tratto stradale, che da tempo ha il primato degli onori della cronaca locale», scrive don Giancarlo.  La sua parrocchia è al 68 di via della Pace e di incidenti ne ha dovuti contare molti, anche mortali. Il 24 gennaio 2010 Mattia Rizziello, 83 anni, viene investito mentre attraversa la strada all'altezza dell'edicola. Era appena uscito da messa, morirà un mese dopo. Il 3 dicembre dello stesso anno un'anziana di 85 anni è travolta da un'auto sulle strisce; se la cava con una frattura al bacino e una prognosi di 30 giorni. Il 3 febbraio di quest'anno via della Pace si trasforma in un inferno di lamiere, con una carambola spaventosa che coinvolge quattro auto. Miracolosamente non ci sono feriti, non passano due settimane che Savino Guidoni, 76 anni, e la moglie Tosca Allegro, 75, vengono travolti sull'asfalto. E questi sono solo gli incidenti più gravi. Non si contano, le disavventure quotidiane di chi si passa per la via.  «Da quell'incidente è partita la raccolta di firme - spiega don Giancarlo - ma è rimasta inascoltata». I firmatari non chiedono la luna, ma solo più controlli. «Un pedone - spiega il parroco - deve fare testamento prima di attraversare. Una volta c'erano controlli, ora più niente».  Il tratto di strada più pericoloso è quello tra via Trento e piazza Volturno, a detta del sacerdote, sia per i pedoni che per gli automobilisti che escono dai parcheggi a lato della strada, per la scarsa visibilità. Provocata non solo da auto e suv parcheggiate ovunque. A ingombrare la carreggiata ci sono anche i cassonetti «che gli operatori del Coseca - scrive don Giancarlo - nonostante ripetute segnalazioni e proteste, continuano a lasciare abbondantemente fuori dagli spazi... e anche dopo che l'ufficio Ambiente ha potato gli alberi, che sembrava impedissero la manovra di sollevamento della compattatrice».  Imboccare via della Pace è impossibile «se non ci si avventura fino a metà carreggiata - prosegue il sacerdote - con il rischio di investire un ciclista, invisibile fino a quando non te lo trovi davanti alla macchina, o imbatterti in qualche scriteriato automobilista che se ne infischia dei limiti di velocità».  Da via della Pace, il parroco e tutti i cittadini attendono adesso una risposta. E che non sia solo a parole.

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