La manifestazione
Il Consorzio non ha accettato le condizioni della società che lha registrato
Olio dop, salta l'accordo
Fiora Bonenlli
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SEGGIANO DOP È guerra sul marchio Sul marchio Seggiano ora decide la Comunità Europea
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SEGGIANO. È guerra per il marchio "Seggiano dop" conteso fra un Consorzio di Seggiano e un'azienda privata. E adesso solo l'Euorpa potrà scrivere la parola fine. Infatti, dopo l'ultimo nulla di fatto, ora la parola passa alla Commissione europea di Bruxelles, che decreterà in merito alla registrazione di un marchio tanto desiderato quanto sofferto. Le prove di pace fra Consorzio Olio Seggiano dop e Peregrine Trading che commercializza una gamma di prodotti col medesimo marchio sono riuscite. L'ultima bocca di accordo, che avrebbe permesso al Consorzio di registrare la Dop, è stata respinta dal consiglio del Consorzio. Le motivazioni di un atto così drastico da parte del Consorzio riguardano le regole richieste al Consorzio dall'azienda Peregrine, in ordine alla etichettatura, riferite all'art.8 del disciplinare della DOP. Le condizioni, avrebbero imposto la modifica del disciplinare. «In particolare - osserva Oriano Savelli - presidente del Consorzio, non abbiamo ritenuto accettabili la richiesta generica di non esporre nelle etichette i colori viola, dorato e rosso, la dimensione del logo limitata a soli 15mm, la variazione della denominazione da "Seggiano dop" a "Dop Seggiano", la variazione dell'esposizione del nome non solo nelle etichette ma anche in tutto il materiale pubblicitario stampato e elettronico, nel sito web e nei punti vendita. Sottoscrivere queste richieste - afferma Savelli a nome di tutto il Consorzio - significherebbe prolungare i tempi della registrazione e accettare regole troppo strette e difficoltose per gli associati». Per ora il Consorzio si avvale, per la commercializzazione in Italia della protezione transitoria, che non permette, però, la commercializzazione del prodotto dop all'estero. «E non essendo registrati - aggiunge Savelli - non possiamo accedere neppure a bandi particolari, con notevoli perdite. Comprendo, che la Peregrine difenda i propri interessi, ma qui c' una zona intera che vuole valorizzare il proprio prodotto: tutti i comuni, la Comunità Montana grossetana, la Provincia, hanno deliberato il loro appoggio. Ci sostiene la Camera di Commercio e la Regione ci sta supportando seguendoci passo passo. Dietro questa dop c'è la fatica di anni e la scommessa di un decollo alla grande per uno dei prodotti principe dell'Amiata grossetana. A questo punto abbiamo informato, afferma Savelli, il Ministero competente che l'accordo non c'è stato. Il Ministero informerà Bruxelles e sarà la Commissione europea a dover decidere. Purtroppo non ci sono precedenti simili e quindi è difficile capire quale sarà il percorso della nostra richiesta».
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