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Lo scambiano per "l'uomo nero"

Fra.Go.
Lo scambiano per "l'uomo nero"

Marocchino accusato di molestie da due bambine che non lo capiscono Fermato da un ispettore di polizia e condannato per resistenza

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 ARCIDOSSO. Azzedine ha 28 anni ed è originario del Marocco. Da Ferentillo, in provincia di Terni, tre anni fa era arrivato a Stribugliano per vendere gli oggetti stipati nel suo borsone. Ma la sua presenza in paese fece paura a due bambine che gridarono "all'uomo nero". Un ispettore di polizia fuori servizio andò a cercarlo, il marocchino scappò alla vista del tesserino di riconoscimento e quando fu bloccato, ne nacque una colluttazione. Rimasero entrambi feriti, e Azzedine Naoui fu denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e condannato a due mesi e 20 giorni.  Tutto nacque dalle parole pronunciate dall'uomo a due bambine che stavano passeggiando per il paese. Azzedine aveva visto che una di loro aveva la pelle leggermente scura, come la sua. E le si era rivolto nella sua lingua. Ma le bambine, che non capivano quello che il giovane marocchino stesse dicendo loro, si impaurirono. Pensarono che l'uomo avesse chiesto loro di salire in auto.  Le bambine scapparono via credendo che Azzedine volesse molestarle e durante la loro breve fuga incrociarono il babbo di una di loro, al quale raccontarono subito l'episodio. Nel piccolo borgo quel giorno c'era il cugino dell'uomo, un ispettore di polizia in servizio alla questura di Arezzo. L'agente non ci pensò un attimo e andò a cercare l'uomo, utilizzando, per qualificarsi, il tesserino di riconoscimento. Ma Azzedine Naoui, che era a bordo della sua auto, si impaurì e scappò via. Una breve fuga che però, si concluse con il poliziotto che riuscì ad immobilizzarlo grazie anche all'intervento di altre persone. La corsa del marocchino si concluse con una breve colluttazione. Rimasero feriti in due, lui e l'ispettore di polizia.  Intervennero i carabinieri della compagnia di Arcidosso. E furono loro a capire che alla base di questo episodio che aveva fatto gridare all'uomo nero l'intero borgo, c'era stato soltanto un equivoco.  Azzedine Noaui, difeso dall'avvocato Francesco Giambrone ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato dal gip Marco Mezzaluna a due mesi e 20 giorni.

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