Sicurezza
Depuratore fantasma in Procura
Alfredo Faetti
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IL CANTIERE. Del depuratore di Ravi L'esposto sull'impianto di Ravi inviato anche alla Corte dei conti
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RAVI. Alla fine l'esposto sul depuratore di Ravi è arrivato, come era stato annunciato qualche settimana fa. L'ex lista Fabiano, centrodestra, ha mantenuto la parola data in campagna elettorale e adesso la vicenda di questo impianto mai utilizzato, per cui il Comune ha speso più di 500 milioni di lire, è negli uffici della procura e della Corte dei conti. Al cambio attuale sono più di 270mila euro, contratti attraverso un mutuo che l'ente sta tutt'ora pagando con rate annuali. Soldi spesi per realizzare un impianto di depurazione fognaria a Ravi, terminato nel 1999 ma mai partito. Questa è la storia di uno spreco, come denuncia il gruppo impegno politico "Gente Perbene" (ex lista Fabiano), iniziata nel '97 quando l'allora amministrazione Giusti «approvò con delibera il progetto esecutivo per la costruzione di questo impianto, redatto su incarico della Italstudi per un costo complessivo di oltre mezzo miliardo di vecchie lire». La convenzione tra il Comune e la ditta venne definita l'anno successivo e prevedeva che l'ente «avrebbe finanziato l'intera opera assumendo mutuo di 540 milioni di lire alla Cassa depositi e prestiti, mentre la Italstudi avrebbe provveduto nella direzione tecnica dei lavori, alla loro progettazione ed alla loro direzione». Nel '99 i lavori furono portati a termine «ma quel depuratore non è mai entrato in funzione - continuano dal centrodestra - Oggi è quasi sepolto da terra e rovi. E con lui sono finiti sottoterra anche i soldi dei contribuenti gavorranesi, ossia della comunità dei cittadini di Gavorrano. Nei 12 anni che vanno dal 1999 al 2011 è stato tutto progressivamente abbandonato e le amministrazioni che si sono succedute dovranno rispondere di tale atteggiamento irresponsabile». E secondo "Gente Perbene" ce ne sono di argomenti da trattare. Il più evidente è «lo spreco di denaro pubblico. Soldi della collettività che i responsabili dovrebbero rendere, a nostro avviso, alla collettività stessa». Non solo. Perchè per il centrodestra c'è anche un altro argomento da sollevare in questa vicenda: l'impatto ambientale. Perchè quell'impianto ormai sotterrato porta, secondo loro, ad «un conseguente inquinamento del suolo, provocato dalla mancata messa in servizio del depuratore stesso. Ed anche di questo è necessario che qualcuno ne risponda». La palla adesso passa a procura e Corte dei conti, che dovranno cercare di dare delle risposte ai quesiti posti dal centrodestra.
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