Sicurezza
Banco dell'oro sull'Aurelia, 4 nei guai
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INDAGINI Seduto il capo delle Volanti Armando Buccini Anelli e bracciali falsi, gioco di specchi per attirare le auto
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GROSSETO. Avevano allestito un banco dell'oro (abusivo) all'uscita di Grosseto nord: prezzi popolari e vendita diretta. Al posto dell'insegna usavano uno specchietto e il riflesso del sole. Era così, con un gioco di luce, che attiravano l'attenzione degli automobilisti e se qualcuno si fermava, magari perché pensava che fossero in difficoltà, proponevano l'affare. «Per un diciotto carati mi dia sessanta euro - raccontavano al malcapitato acquirente - abbiamo bisogno di soldi». In vendita, esposti in un astuccio, avevano messo una ventina di anelli di dubbio gusto, bracciali e collane della stessa linea. Tutto rigorsamente falso, come il marchio che riportava la presunta qualità della merce. In quattro sono finiti nei guai, denunciati dalla squadra volanti della polizia con l'accusa di ricettazione e possesso di materiale contraffatto. Si tratta di due uomini e due donne di origini romena tra i 35 e i 43 anni. Sulla fedina penale di tre dei quattro fermati la polizia ha trovato precedenti per truffa, furto e tentato furto. L'allarme lo hanno lanciato martedì pomeriggio una decina di automobilisti che stavano percorrendo quel tratto di strada. «Lungo la carreggiata, in direzione sud - hanno raccontato alla sala operativa del 113 - c'è una macchina ferma, un'Audi station wagon. Ci sono quattro persone vicino e fanno strani segnali alle altre auto come se volesse attirare la loro attenzione perché si trovano in difficoltà». Qualche macchina, a dire il vero, sembra si sia fermata, ma proprio perché il conducente credeva che i quattro avessero un problema. Invece appena qualcuno si accostava una delle due donne tirava fuori la merce e scattava la proposta d'acquisto. Quando le macchine della polizia sono arrivate sull'Aurelia però, dell'Audi station wagon con targa romena non c'era traccia. Gli agenti l'hanno rintracciata nell'area di servizio di Braccagni. «Li abbiamo fermati e perquisiti tutti e quattro - spiegano dalla Questura - Gli anelli erano nascosti sotto le gonne delle due donna, mentre i bracciali e le collane erano stati sistamati nel bagagliaio dell'auto. Abbiamo avuto notizie che un raggiro simile era avvenuto qualche giorno prima nella zona di Milano, smepre da quattro persone», dicono dalla polizia. Durante la perquisizione sono stati trovati anche 150 euro in contanti, forse il frutto di qualche affare. Non è il primo caso in cui gli investigatori scoprono tentativi di vendita d'oro poco trasparenti. Lo scorso anno con la stessa tecnica venne avvicinato un agente della polizia a cui venne proposto un affare simile. F.L.
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