Il Tirreno

Grosseto

Ossigeno alle aziende Per chi non licenzia soldi dalla Provincia

Sara Landi
<b>FIRMA DELL&#146;ACCORDO </b>tra Marras e le rappresentanti degli enti bilaterali
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FIRMA DELL’ACCORDO tra Marras e le rappresentanti degli enti bilaterali

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 GROSSETO. Una boccata d'ossigeno per aziende temporaneamente in difficoltà ma disposte a salvare i posti di lavoro. Da ieri la misura anticrisi sperimentata con successo già da due anni (nel caso delle imprese artigiane grazie ad un accordo con il Fiada) si estende in Maremma.  E arriva anche alle attività commerciali e del terziario. Il presidente della Provincia Leonardo Marras ha infatti siglato ieri nella sala del consiglio provinciale di Palazzo Aldobrandeschi un accordo con i due enti bilaterali competenti, l'Ebct (Ente bilaterale del commercio e del turismo) rappresentato da Gloria Faragli e l'Ebitemar (Ente bilaterale del terziario della Maremma) presieduto da Gabriella Orlando.  Grazie all'accordo è stato istituito un fondo di 100mila euro, dei quali 80mila sono le risorse messe a disposizione dalla Provincia e 10mila ciascuno il contributo a carico degli enti bilaterali. La misura consente di erogare alle imprese in stato di crisi un contributo mensile a fondo perduto di 500 euro per un massimo di 6 mesi, per ogni lavoratore che conserva il suo posto di lavoro. Il contributo del fondo anticrisi è di importo ridotto in caso di contratti part-time.  A beneficiarne possono essere le imprese del territorio provinciale che non hanno richiesto e ottenuto l'accesso alla Cassa integrazione guadagni in deroga o attivato contratti di solidarietà e che hanno un numero di lavoratori subordinati non superiore a 15, compresi i dipendenti assunti con contratto di apprendistato. Marras ha promesso ieri procedure snelle di accertamento dello stato di difficoltà in cui naviga l'impresa per garantire un intervento rapido.  «La filosofia di questi interventi della Provincia è dare strumenti alle imprese che hanno ancora mercato e potenzialità ma che malgrado ciò nel momento della stretta creditizia rischiano di entrare nel vortice della crisi se non adeguatamente affiancate».  Il test precedente del fondo istituito insieme al Fiada ha dato già risultati importanti. Solo il primo anno sono state aiutate 63 imprese per un totale di 187 lavoratori grazie a 200mila euro delle casse provinciali e 30mila del Fiada. I due enti hanno dunque deciso di rifinanziare il fondo con 182mila euro e al 30 aprile scorso le aziende che hanno fatto domanda sono state 77 (193 i lavoratori interessati).  Data la crescita di richieste in funzione di una congiuntura ancora difficile - per il momento sono state accolte 45 delle 77 domande salvando così 142 posti di lavoro in ditte artigiane in difficoltà.  «È il segno che il canale che abbiamo aperto con gli enti bilaterali funziona bene - ha commentato Marras - perché è nella loro missione far dialogare imprese e lavoratori mentre il nostro intento è salvaguardare i livelli occupazionali laddove gli ammortizzatori sociali classici falliscono».  

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