Il Tirreno

Grosseto

«Massa è vicina alla povertà»

Alfredo Faetti
«Massa è vicina alla povertà»

Opposizione polemica per la chiusura della prima del liceo classico

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MASSA MARITTIMA. «Siamo vicini alla povertà». Il grido arriva dai banchi dell'opposizione a Massa Marittima, dove Luca Santini, capogruppo repubblicano, vede nella chiusura della prima classe del classico un altro passo verso «l'inarrestabile discesa del Comune». E se la prende con un sistema centralistico a cui, a suo parere, le istituzioni massetane non hanno saputo tener testa. «Giustificarsi - dice Santini - asserendo che non vi sono sufficienti iscrizioni è banale e poco sensato, così come dare la colpa alla riforma Gelmini. Non vediamo in giro neppure troppa preoccupazione; l'atteggiamento degli amministratori è del tipo: ce l'abbiamo messa tutta, non c'è nulla da fare».  Tutto questo dopo che sia l'istituto scolastico che l'amministrazione, nonostante stiano portando avanti delle lotte politiche, hanno ricevuto la comunicazione dall'ufficio scolastico provinciale che la prima classe del liceo classico di Massa non si farà per mancanza di iscritti. Ma la verità secondo il repubblicano è altrove.

«Purtroppo i signori che governano il Comune sono da sempre prigionieri di un circuito centralistico; ciò vuol dire che quando arrivano gli ordini essi eseguono». Porta un serie di esempi per rafforzare la sua tesi: quando Enrico Rossi (oggi presidente regionale, ma allora soltanto assessore) «ordinava, il nostro ospedale si riduceva fino a una struttura con il minimo assoluto di posti letto»; quando Leonardo Marras «ha ordinato qui si è accettato di ridurre la potenzialità e l'offerta scolastica». E così via.  Qual'era quindi, secondo Santini, la strada da percorrere? «Dovevano (riferito all'amministrazione) aprire una crisi profonda dentro il Pd oggi, ieri nei Ds, ieri l'altro nel Pds, per difendere i massetani».  Il risultato di questa "passività" denunciata da Santini è «l'economia della cittadina ridotta allo stremo».

Il caso scuole ne è un esempio, secondo lui. «Lo sappiamo tutti che non partendo la prima classe quest'anno, l'anno prossimo non ci sarà la seconda classe, e in tre anni il liceo sarà chiuso».  Parla riferendosi al passato, perchè «quando ci portavano via il turistico - dice - bisognava chiedere garanzie per gli altri indirizzi ed invece siamo rimasti soli a combattere con la crudezza dell'anagrafe e la concorrenza degli altri Comuni».  Il grido del repubblicano insomma è bello tosto. «Siamo prossimi alla povertà a Massa Marittima: il commercio, tranne pochi ristoranti e pizzerie, è in costante ritirata, le pensioni ex miniere sono agli ultimi anni e nel frattempo non è sorto altro in nessun campo».

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