Il Tirreno

Grosseto

Lettera razzista contro i "negri"

Alfredo Faetti
<strong>INDIGNATO.</strong> Il sindaco Maurizio Bizzarri per la lettera razzista
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INDIGNATO. Il sindaco Maurizio Bizzarri per la lettera razzista

È arrivata al Comune di Scarlino, la denuncia del sindaco Bizzarri

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SCARLINO. La comunità si è riunita martedì sera nella sala consiliare con i 16 rifugiati ospitati al Cottolengo. Ma in mezzo alla buona volontà dimostrata dai cittadini, spunta un episodio tanto negativo quanto isolato: una mail razzista spedita in Comune nei confronti degli esuli. Un messaggio arrivato nei giorni scorsi nella posta elettronica dell'ufficio comunicazioni dell'ente e dopo aspre critiche sulla regolamentazione delle spiagge di Scarlino, l'autore conclude con queste parole: «per far star bene la gente bastava fare un solo divieto: ai negri e affini». Punto e firma. Già, perchè il raffinato linguista non ha voluto nascondere la propria contrarietà esplicita nei confronti del piano d'accoglienza dietro l'anonimato, ma ha lasciato nome e cognome. Il sindaco Maurizio Bizzarri non rivela l'identità dell'autore, ma si limita a definire questa mail «un brutto episodio», intento a non dar credito a certi titpi di polemica. E se questo è l'unico episodio di razzismo lampante, ci sono anche altre posizioni di contrarietà tra i cittadini di Scarlino, pur sempre «isolate», sottolinea Bizzarri. «Martedì sera, in occasione dell'incontro pubblico - dice il sindaco - queste persone avrebbero avuto la possibilità di intervenire e dire la loro, come hanno fatto tutti gli altri, ma nessuno ha parlato. Forse preferiscono discutere di questi argomenti al bar».  Interventi comunque ci sono stati tra le decine di partecipanti all'incontro in sala consiliare. Bizzarri ha dedicato l'apertura ringraziando le associazioni attive nel progetto e l'assessore Paolo Rustici, riferimento politico dell'operazione. «Così come il modello Toscana è stato preso ad esempio - dice il sindaco - anche il "modello Scarlino" ha fatto bene il suo dovere». Ad oggi gli esuli, con un'età media di 25 anni, frequentano tutte le mattine un corso d'italiano e non appena avranno appreso le prime nozioni linguistische scatterà la seconda fase del piano d'accoglienza, così come previsto sia dalla regione che dalla Società della salute: l'integrazione. «Abbiamo previsto di impiegarli nei parcheggi di Cala Violina, nella pulizia della zona e nei progetti faunistici, come quello dei ciuchini e quello della "Fagianaia" (allevamento di fagiani e pernici ndc)» spiega Bizzarri. Prenderemo anche in considerazione le eventuali proposte di privati, facendo presente che questi ragazzi, così come prevede la legge, non possono essere assunti». Intanto vanno avanti le due iniziative già progettate: «la cena di benvenuto, per cui l'Auser del Puntone ha già dato la propria disponibilità e una partita di calcetto che verrà disputata nei campi allo Scalo. In questo modo anche le frazioni verranno coinvolte».  Dopo vari centri sparsi in tutta la provincia, adesso è il momento del capoluogo. Grosseto si prepara a ricevere un eventuale gruppo di rifugiati politici in arrivo dalla Libia. "Eventuale" perchè al momento non sono previsti arrivi imminenti. Le esperienze di Massa, Scarlino, Follonica e degli altri paesi coinvolti insegnano che gli arrivi vengono comunicati con poche ore di preavviso. Se dovesse arrivare un altro gruppo di esuli dalla Libia, Grosseto sarà la prossima ad ospitarli. Si parla di Batignano, ma è chiaro che se il gruppo sarà composto da molte persone la destinazione potrebbe essere altrove. In ogni caso le preoccupazioni sono minime, dato che le esperienze passate sono state positive. Anzi la popolazione si è adoperata per dare una mano agli esuli, in sintonia con le associazioni.

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