Il Tirreno

Grosseto

Cocolos: «Scontro in chiesa per i manifesti della Lega»

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 GROSSETO. Da dieci anni abita a Grosseto e il suo unico pensiero è sempre stato quello per l'integrazione, non soltanto dei suoi connazionali romeni, ma anche di tutte le altre etnie. Lambita Cocolos, la candidata al consiglio comunale del Pd che domenica mattina nella chiesa ortodossa di San Pietro, non ci sta a farsi disegnare come la donna che ha impedito a Mario Lolini di parlare. Al candidato del Pdl ha soltanto chiesto lumi sui manifesti della Lega nord che tappezzano la città. Manifesti che raccontano un Paese dove i migranti sono i primi ad avere la casa, la sanità e la scuola e gli italiani restano ultimi. «Quando Lolini ha preso il microfono ho soltanto chiesto conto di quello - spiega - e probabilmente, nel farlo, ho anche alzato un po' la voce».  Quando Lambita ha finito di parlare, è uscita dalla chiesa. «Poco dopo è arrivato Bonifazi - aggiunge - che avevo invitato io col permesso del parroco. Ma se avessi saputo che proprio in quei minuti ci fosse stato Lolini, avrei fatto un passo indietro. Quello che mi dispiace però, è che quando Bonifazi ha cominciato a parlare, quelle poche persone che erano rimaste sono sfilate verso il fondo della chiesa e non sono stati ad ascoltarlo». Una polemica che da domenica non si è ancora placata. «Ora però bisognerebbe abbassare i toni - aggiunge - e lavorare tutti per l'integrazione degli stranieri in città. Bonifazi spesso ha incontrato la comunità romena. Se Lolini vorrà fare altrettanto, da noi, sarà il benevenuto». F.G.

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