Bonifazi non va in piazza e Lolini parla alla gente «Taglio i compensi del 30%»
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PIAZZA DEL SALE. Mario Lolini parla con accanto le sedie vuote La sedia è rimasta vuota: «A sindaco, assessori e partecipate meno soldi per finanziare aiuti a giovani, famiglie, anziani»
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GROSSETO. Una sedia vuota accanto a Mario Lolini. E alla fine quello di ieri sera è stato un monologo. Del resto Emilio Bonifazi l'aveva detto che non avrebbe accettato il confronto pubblico "non serve il tifo per confrontarsi". E così Mario Lolini, che lo aveva sfidato ad andare a parlare con lui in piazza del Sale, ha parlato da solo. Di fronte a tanta gente. «Doveva essere un dialogo - ha detto - un esempio tangibile di politica trasparente. Ma dovrò parlare da solo. Devo dire che conoscendo la persona questo non mi sorprende e non mi sorprende che si sia trincerato dietro al comodo alibi della "non spettacolarizzazione" della politica. Eppure era solo un pubblico dibattito, con la stampa e il contradditorio». Le urne parlano chiaro. E poi Lolini è passato al commento dei risultati usciti dall'urna: «Un dato chiaro e solare, imbarazzante per chi pensava di vincere al primo turno e gratificatorio per chi conosceva la realtà delle cose e ora crede più che mai nell'impresa. Insomma, il dato è stato uno schiaffo in pieno volto alla sinistra di Bonifazi e si avvicina il giorno in cui il follonichese in gita a Grosseto potrà tornare a fare altro. Insomma Bonifazi è uno sconfitto: il Pd è calato rispetto al 2006 e lui ha ottenuto 4000 voti in meno e 4 punti percentuali in meno delle liste che lo sostenevano. Con cinque anni di visibilità non ha portato un voto in più, anzi. E poi l'assurda alleanza con l'Udc, con chi l'altra volta era il suo avversario: così facendo ha chiuso la porta in faccia alla Sinistra vera e non annacquata, quella coerente». Un "politico" e un lavoratore. E ancora, Lolini va a descrivere Bonifazi: «È un mestierante della politica, che non lavora da decenni, un politico di professione. Davvero volete alimentare questo sistema votandolo nuovamente?». Quindi il "monologo" accanto alla sedia vuota cambia tono. Ecco che Lolini parla della propria famiglia: «Se oggi sono qui, a contendermi la poltrona di sindaco, lo devo solo e soltanto alla mia famiglia, ai miei affetti domestici, che mi hanno sempre sostenuto nelle scelte fatte. Amare la propria famiglia è il primo dovere di ogni uomo, perchè la famiglia è il pilastro fondante di una società che vuol dirsi evoluta, civile e che aspira a divenire, e la politica lo deve permettere, libera e felice. E poi accanto non ho "supporters", ma amici, veri amici». «Quindi i tempi sono maturi per raccogliere la vittoria, perché abbiamo lavorato senza sosta con in testa, prima di tutto, il rispetto per il cittadino: quel rispetto che Bonifazi ha umiliato sbraitando contro i suoi dipendenti comunali, che ha calpestato quando non si è neppure voltato passando accanto a quella povera donna che chiedeva aiuto sotto al Comune, quel rispetto che ha vilipeso quando ha risposto a male parole alla gente di Barbanella furiosa per il Beveraggio inquinato». Ecco quindi che Lolini, a "quel Bonifazi", contrappone se stesso: «Sono un imprenditore agricolo, vivo del mio lavoro e inizio ogni mattina alle 6. Le mie mani non mentono: mia figlia da piccola diceva che le graffiavo il viso per i calli... Siamo maremmani: l'attaccamento al lavoro e alla terra resta la miglior scuola di vita. Io vorrei come amministratore uno che ha sempre lavorato e che conosce il sacrificio». Tagli ai compensi «I pilastri della mia azione politica saranno due: ridefinizione della politica sociale e rilancio dell'economia del territorio. Ci sono troppe famiglie che hanno problemi ad arrivare a fine mese, troppi giovani che non lavorano, troppi casi di indigenza. Per questo taglierò del 30% i compensi a sindaco, assessore, presidenti e membri del Cda delle partecipate: un risparmio che consentirà tre progetti per giovani coppie, famiglie e anziani. Le prime saranno agevolate con l'introduzione del mutuo sostenibile, non superiore a un quinto delle entrate familiari, per le famiglie abbatterò il costo degli asili nido e nei locali delle Circoscrizioni, abolite, nasceranno centri per anziani dove potranno passare il tempo in compagnia, seguiti da personale delle cooperative sociali grossetane». Amo questa terra. Conosco la Maremma per averci vissuto da una vita. La mattina quando mi alzo vedo una giornata davanti a me ricca di impegni e difficoltà: ma poi guardo la nostra terra e respiro la nostra aria e sento un'energia che ancora non ho capito da dove venga. O forse l'ho sempre saputo: amo profondamente quello che faccio e amo questa città. E quindi sono pronto a lavorare seriamente e con tanto impegno per Grosseto».
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