Il Tirreno

Grosseto

Unicoop non depone le armi

Francesca Ferri
<b>AURELIA ANTICA </b>L&#146;interno del centro commerciale
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AURELIA ANTICA L’interno del centro commerciale

Ricorsi contro Aurelia Antica: «Noi andiamo avanti»

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 GROSSETO. Unicoop Tirreno non si perde d'animo e, dopo la sentenza del Tar che ha respinto il suo ricorso contro il Comune di Grosseto, annuncia di essere pronta a fare appello al Consiglio di Stato. Unicoop - hanno sentenziato i giudici fiorentini il 13 maggio - non ha punti vendita nei paraggi dell'Aurelia Antica.  E dunque non ha diritto di fare ricorso contro il Comune per presunte violazioni, falso ed eccesso di potere nelle volture di concessioni edilizie che hanno permesso alla Barghi srl e a Clodia Commerciale di costruire il centro commerciale all'ex fornace Ghigiotti al Casalone.  Qui proprio l'azienda di Valpiana aveva progettato, alla fine degli anni Novanta, di costruire la sua Ipercoop, ma poi, d'accordo con il Comune, decise di trasferire il progetto al Commendone, allo svincolo tra Roselle e la Senese. La modifica fu recepita nel Piano Strutturale del 2006 che vincolava il Casalone a "zona artigianale". Nonostante questa clausola, la nuova proprietaria dell'ex fornace, la Barghi, ci costruì lo stesso un centro commerciale al dettaglio. Come? Oltre ad acquistare la struttura, infatti, Barghi aveva comprato da Unicoop anche le licenze di commercio al dettaglio che, nonostante il cambio di destinazione d'uso dell'ex fornace, non erano mai state cancellate. A quel punto il centro commerciale al Casalone decolla (è stato inaugurato lo scorso novembre) con un Iperconad, mentre i lavori per l'Ipercoop al Commendone, che dovevano concludersi a febbraio 2010, non sono neppure iniziati.  Lo scontro, negli anni, è stato a tratti durissimo, alimentato dall'improvvisa inflazione di centri commerciali, dagli indugi sul via libera a costruire a Roselle (arrivato solo nel 2009), dal cambio di rotta delle associazioni di categoria, che hanno finito per appoggiare il centro commerciale Aurelia Antica.  Ma anche dopo la frenata al Tar, Unicoop non molla. «Il Tar ha rigettato il nostro ricorso per motivi formali, ma non è entrato nel merito della vicenda», spiega Simone Pieraccini, responsabile del settore Sviluppo di Unicoop Tirreno. «Non si è pronunciato ad esempio sugli aspetti legati alla scadenza della convenzione - spiega Pieraccini - o alle varianti sul dimensionamento dei parcheggi. Rimaniamo in un limbo e, siccome c'è una giurisprudenza che si è espressa in modo opposto, contiamo nel Consiglio di Stato». Il legale dell'azienda ha già avuto incarico di studiare le carte e portarle a Roma.  Anche sugli aspetti formali toccati dal Tar, del resto, Unicoop nutre dei dubbi, perché in una realtà cittadina tutto sommato modesta il concetto di "vicinanza di punti vendita" assume tutt'altro significato rispetto a città più grandi. «Vorrei però precisare che nel nostro appello al Consiglio di Stato non c'è alcun senso di rivalsa - spiega Pieraccini - e, anzi, la sentenza non ci ha sorpresi. Rimaniamo comunque convinti che la concorrenza si fa sugli scaffali, non in tribunale».

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