Il Tirreno

Grosseto

Più sicurezza all'ospedale grazie al bottone dell'allarme «Peggio se non fosse suonato»

<b>OSPEDALE SICURO.</b> Grazie all&#146;allarme antincendio
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OSPEDALE SICURO. Grazie all’allarme antincendio

L'Asl spiega il funzionamento del pulsante premuto per sbaglio e del sistema antincendio attivo al pronto soccorso

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 GROSSETO. Passi il fastidio di pazienti e parenti che qualche giorno fa erano al Misericordia, quando è scattato l'allarme antincendio. Peggio, però, sarebbe stato, se quell'allarme non fosse suonato.  A spiegare il funzionamento dell'allarme antincendio al pronto soccorso è l'Asl.  «Innanzitutto, nessuno ha detto che è stato "fatto apposta", con la volontà, cioè, di far scattare l'allarme, come invece riportato tra virgolette nel titolo dell'articolo uscito sabato 21 ma come "gesto intenzionale" - si legge in una nota dell'azienda sanitaria - dal momento che non può avvenire accidentalmente».  In secondo luogo, il sistema realizzato secondo la normativa che riguarda appunto gli antincendi, collaudato e certificato, è costituito da una serie di rilevatori di fumo, collocati a distanza predefinita nei soffitti e nei controsoffitti del Pronto soccorso e di tutto l'ospedale Misericordia, da una rete di pulsanti posti sulle pareti accanto ad ogni "via di fuga" e da un sistema di porte tagliafuoco che si chiudono automaticamente al momento in cui scatta l'allarme. «Porte che, a differenza di quanto è scritto nell'articolo - aggiungono alla direzione dell'azienda sanitaria - si chiudono ma non si bloccano e possono essere aperte verso la via di fuga per consentire di uscire rapidamente all'esterno in caso di "vero" incendio. Nessun rischio quindi di rimanere bloccati tra una porta e l'altra».  E venendo al nocciolo della questione: «Per quanto riguarda i pulsanti, disposti in modo da essere facilmente raggiunti e premuti in caso di bisogno, sono alloggiati all'interno di una scatola rossa, con uno sportello di materiale trasparente, definito "surrogato di vetro" - dicono ancora all'Asl - che si piega e si rompe verso l'interno con una modesta pressione della mano, di un dito, con un pugno, con un gomito o usando un oggetto. Non si rompe in pezzi come il vetro per evitare a chi lo utilizza di ferirsi». Il sistema quindi è semplice: premuto al centro, come indicato nel disegno sullo sportello, si attiva un sensore che fa scattare il pulsante verso l'esterno e attiva l'allarme. Una volta attivato, anche se rimane senza sportello per il tempo che occorre al ripristino, non può far partire ulteriori allarmi, ma deve essere ripristinato con una particolare procedura.  La scatola che lo contiene, inoltre, sullo sportello, porta la dicitura «rompere il vetro in caso di incendio» e, in alto, c'è anche il disegno convenzionale della fiamma, utilizzato in tutti i sistemi antincendio.  Una volta attivato, l'allarme può essere interrotto solo da tecnici autorizzati e solo dopo aver verificato che si tratta di un falso allarme.  «Immaginiamo il disagio del rumore e il fastidio provato dai pazienti, dai familiari e dagli operatori del pronto soccorso - spiegano alla direazione dell'Azienda sanitaria locale di Grosseto - ma, guardando la vicenda da un'altra prospettiva, il dramma vero sarebbe stato se, in caso di incendio, il sistema non si fosse attivato».

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