Attenzione
MARIO LOLINI
«Modifiche all'urbanistica e stop al porta a porta»
Guido Fiorini
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GROSSETO. Mario Lolini sa di potercela fare a fare il ribaltone, nonostante la distanza al primo turno: «Si riparte da zero. E io accoglierò i voti di tuti. In fondo alle amministrative si vota la persona e io garantisco di poter governare senza condizionamenti da parte di nessuno, di poter cambiare la città. Bonifazi, invece, sarebbe sotto ricatto già da martedì». E quindi sfida il suo avversario a parlare davanti alla gente (stasera, ore 21, piazza del Sale): «Non è provocazione, ma rispetto verso i cittadini. Credo che le nostre idee dobbiamo dirle in faccia alla gente, rischiando anche le critiche. Come può uno guidare una città se non sa neppure affrontare le persone?» Mario, le priorità della tua amministrazione. «Lo sviluppo, innanzitutto. 5 anni di amministrazione Bonifazi hanno ingessato la città, basti pensare al travagliatissimo parto di un Regolamento Urbanistico adottato all'ultimo tuffo, ma rimasto a lungo nei cassetti. Ecco, fra le prime cose, noi lo modificheremo, rendendolo davvero appetibile alle aziende locali e meno impattante sulla città. Pensa che nell'ex Consorzio agrario e alla stazione sono previsti palazzi di 24 metri! Grosseto merita ben altro. Dietro a via Lago di Varano hanno previsto un anfiteatro di case popolari che è una gigantesca colata di cemento. Noi pensiamo a una nuova tipologia di costruzioni, più adeguate alla nostra città. E più facilmente cantierabili. Fra l'altro un recente decreto del Governo alza a un milione di euro la soglia sotto la quale sono possibili affidamenti diretti, senza gara. Così facendo potremo dare lavoro alle aziende locali. Inoltre prevederemo il recupero dei palazzi dismessi in ottica abitativa: dal Garibaldi, all'ex ospedale in centro, alle ex Terme di Roselle, che diventeranno una residenza per anziani, con tanto di terme aperte a tutti e a prezzi sociali». «Poi stop, da subito, alla raccolta porta a porta dei rifiuti che porta solo disagi alle famiglie. Sia chiaro, io sono per la differenziata spinta, ma a Grosseto siamo appena al 31%, lontani dai traguardi. Si può fare con le isole ecologiche e il lettore ottico che premi chi la fa meglio con sconti veri in bolletta. E con un passaggio da tassa a tariffa, alla Tia, che aiuti le famiglie». «La terza cosa sono commercio e manutenzioni della città, in ottica turistica. Voglio rendere gradevole Grosseto, con una cura maggiore del centro, delle aiuole, dei marciapiedi, delle strade, delle luci. E dare la facoltà ai negozianti dei centri commerciali naturali di stare aperti sempre, senza vincoli. Che siano liberi di fare come vogliono, per dare un'offerta completa a chi verrà a visitare la città». Il Pilt di Braccagni. «Io sono un imprenditore agricolo che crede nel "brand" Maremma. In Toscana sono l'unico produttore di riso: chi più di me sa quanto sia necessario un polo logistico? Però credo che sia possibile realizzarlo concertando con i cittadini, evitando di deturpare Braccagni e Montepescali. Facciamolo al Madonnino, a 1,5 km da lì, in un'area già industrializzata». Le alleanze. Come ti muoverai? «Vedo che Bonifazi sta, piano piano, riportando dentro tutta la Sinistra e sconfessando quanto aveva programmato. Sarà di nuovo legato da mille lacci e ricatti, agli interessi e agli appetiti di chi lo ha sostenuto. Io credo che Grosseto abbia bisogno prima di tutto di una persona libera di ben operare, che vada oltre gli schieramenti politici: il voto amministrativo è questo». I referendum, sono dietro l'angolo. «Io sono per due sì e due no. I due sì sono per l'acqua: per me deve essere pubblica e gestita dai Comuni. Sul nucleare c'è già una moratoria, non capisco a cosa serva anche il referendum. Sull'ultimo tema credo che sia materia da parlamento, non da consultazione popolare».
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