Il Tirreno

Grosseto

La scuola perde il suo angelo

Fiora Bonelli
<b>ADDIO.</b> Giuliano Fazzi
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ADDIO. Giuliano Fazzi

Malore fatale a tre mesi dalla pensione

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 CASTEL DEL PIANO. Lo hanno trovato morto nel suo letto, dove era andato a fare un riposino, la figlia e la nipote. Giuliano Fazzi, assistente amministrativo dell'istituto comprensivo di Castel del Piano, persona notissima nel paese amiatino e amato da colleghi, professori e soprattutto dagli alunni della scuola media "Vannini" dove lavorava, accusava da qualche giorno stanchezza e affanno.  E sebbene in tanti fossero intervenuti per sollecitarlo a controllarsi la salute, lui aveva dato poca importanza alla cosa, attribuendo tutto a ragioni di stanchezza. Invece, un malore lo ha stroncato nel suo letto, senza possibilità di cura alcuna. La sua morte ha lasciato nello sgomento più totale famiglia e colleghi di lavoro, che alla sua presenza erano abituati da oltre 35 anni. Tanto che dal 1 settembre Giuliano sarebbe dovuto andare in pensione, col massimo e anche di più, perché al lavoro della scuola aveva sommato anche gli anni di lavoro in un caseificio. Era nato a Casteldelpiano il 31 marzo 1944 e avrebbe avuto tutto il tempo per godersi la pensione: «Aspettava di fare la festa di pensionamento con tutti noi, commenta la segretaria della scuola, e invece neppure quella è riuscito a vedere. Una persona piena di vita, con una carica ironica che sempre riusciva a sdrammatizzare tutto, anche le cose più tragiche. Positivo, disponibile, ci mancherà molto la sua carica umana e la sua bontà». I ragazzi della media, invitati dall'insegnante di lettere, hanno scritto su di lui tanti pensieri e ricordi che saranno donati ai familiari e di cui sarà fatto un collage da leggersi durante la cerimonia funebre che si terrà nella chiesa di Castel del Piano oggi pomeriggio alle 16. Fra questi pensieri quello di un ragazzo diversamente abile con cui Giuliano aveva un rapporto speciale. Questo pensiero dice: «Ieri sera è morto Giuliano. Quando lavorava al computer in segreteria io andavo a salutarlo, perché è il mio amico. Giuliano mi presta le matite e la colla. Io e Giuliano si facevano gli scherzi a Sandra. A me manca Giuliano perché è un grande amico».  Mentre un altro ragazzo scrive, battendo l'accento sulla sua carica scherzosa e sempre ironica: «Una persona simbolo della scuola è morta. Una di quelle persone che pensi non possano morire mai, un po' come Mike Bongiorno o Raimondo Vianello. Ricordiamo Giuliano come una persona semplice, felice, sorridente, seduto a quella scrivania a fare con impegno il suo lavoro o a aiutarti quando ne avevi bisogno. Lo salutiamo come avrebbe fatto lui: con un largo sorriso».

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