Gioco
EMILIO BONIFAZI
«Chiedo di portare avanti il buon lavoro già iniziato»
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GROSSETO. Lavoro, sociale, cultura: progetti iniziati nei primi cinque anni di governo della città e che devono essere portati avanti. Con queste "armi" si presenta Emilio Bonifazi agli elettori in vista del ballottaggio. E stasera non sarà in piazza del Sale, dove Mario Lolini lo attende per una sfida davanti alla gente: «I dibattiti ci sono stati e ci sono ancora - dice - ma il mio avversario desidera solo una piazzata, uno scontro fra tifoserie. È la mossa disperata di chi non ha nulla da dire e che non vede altro modo per far parlar di sé. Anzi, chiedo ai cittadini di non cadere, nei prossimi giorni, in alcuna provocazione. Non cadiamo nella trappola della Destra». Emilio, illustraci le prime cose da fare se sarai sindaco. «Ho il vantaggio di poter portare avanti un percorso già iniziato. Ma al primo posto va il lavoro e quindi lo sviluppo della città. Come Comune possiamo mettere le aziende nelle condizioni di operare al meglio, sia con nuove aree di espansione, sia con Grosseto Sviluppo, sia collaborando con gli altri enti del territorio, l'università, i sindacati. È chiaro che in questo contesto un occhio di riguardo deve andare ai giovani». «Inoltre io credo molto nel progetto degli Etruschi. Grazie al Piuss possiamo diventare la capitale mondiale per gli studi su questa civiltà. Quei soldi c'erano già nel 2002/3 ma l'allora Amministrazione li perse, se ne disinteressò. Adesso abbiamo la possibilità di essere un grande punto di riferimento con un progetto da 30 milioni di euro. Abbiamo individuato piazza Barzanti per il centro. Fra l'altro sarà inserito in una rete di piste ciclabili per le quali ci sono già i progetti esecutivi». «La terza cosa riguarda Marina, frazione un po' trascurata finora. Venderemo la nostra colonia, spostando le medie, e con quei 10 milioni investiremo nella zona: prima fogne e acquedotto, poi corso XXIV Maggio, la Rotonda, la fortezza. Quindi progetti per il turismo: non solo mare e vela, ma anche cicloturismo e cultura». Il Pilt a Braccagni, un tema caldo. «Lo abbiamo inserito nel Regolamento Urbanistico. Si tratta di un polo logistico intermodale, ha bisogno di strada e ferrovia, quello è il posto giusto. Del resto non si può sempre dire "no" a tutto a prescindere. E il nostro patrimonio enogastronomico, vero motore della Maremma, con una percentuale di esportazioni altissima, ha bisogno di un polo del genere. E comunque sarà un Apea (Area produttiva ecologicamente attenuata), rispettosa dell'ambiente». Le alleanze. Vantaggio o svantaggio andare con l'Udc? Recupererai Sel? «È un laboratorio importante questo di Grosseto. Non ci nascondiamo dietro a un dito: il Centrosinistra, per vincere, deve avere dentro Centro e Sinistra. C'è riuscito due volte Prodi, che poi è stato "impallinato", ma ora la crisi del Centrodestra impone che ci riproviamo. Credo che si debba ripartire dalla regole: lavoro, Costituzione, legge elettorale, ma che si debba farlo con una maggioranza ampia. A livello locale guardiamo i programmi: io propongo un patto per il lavoro, voglio dare risposte ai giovani, sono per la green economy, la raccolta differenziata. Questo sono tematiche di sinistra no? Sono condivisibili. A proposito di rifiuti? Sai chi ci ha aiutato di più nel porta a porta? Gilberto Capanni. Eppure è di Rifondazione. Quindi il dialogo è possibile». I referendum. Ormai sono dietro all'angolo. «Io sono perché si vada a votare, prima di tutto. E perché si votino 4 sì. Credo siano indiscutibili quelli su legittimo impedimento e nucleare. Sull'acqua sono per due sì, per mettere nello statuto che l'acqua è pubblica. È chiaro che poi la situazione va vista caso per caso, non ci prendiamo in giro: qui l'Acquedotto del Fiora ha una concessione trentennale e ha soci privati importanti (Acea e Monte dei Paschi, ndr), per cui tornare a un controllo totalmente pubblico non sarà così facile. E rischia di costare parecchi soldi». (g.fior.)
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