Sicurezza
Sulle preferenze deciderà il Tar
Gabriele Baldanzi
Presentati tre esposti per il riconteggio delle schede
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GROSSETO. Ora è ufficiale. Nei prossimi giorni saranno depositati almeno tre ricorsi al Tar (da parte di Grosseto Insieme, Idv e un candidato del centrodestra) per ottenere un riconteggio (parziale o totale) delle 47.530 schede che tra domenica e lunedì scorso sono state introdotte nelle urne delle 75 sezioni in cui è diviso il Comune. Per carità, in discussione non è il risultato di Lolini e Bonifazi, ma la composizione del consiglio sì. A giustificare questa battaglia (bipartisan) un dato oggettivo: Grosseto è stata la città con la più alta percentuale in Italia di schede annullate. Che può voler dire due cose: o i grossetani sono nettamente più ignoranti del resto degli elettori del Paese oppure qualcosa non ha funzionato nelle operazioni di scrutinio. «Io - commenta Massimiliano Paolucci (Grosseto Insieme) - propendo per la seconda ipotesi. Anzi sono sicuro che stavolta si è davvero passato il segno, in fatto di superficialità e mancanza di preparazione nello spoglio delle schede». Paolucci ha una sua idea: «Il problema è sorto perché i vari presidenti di seggio hanno liberamente interpretato le disposizioni contenute nei manuali. Ognuno ha fatto a modo suo. Probabilmente è mancato il coordinamento, una precisa indicazione su come operare. Se poi consideriamo che per molti presidenti era la prima volta, ecco spiegato il caos, i clamorosi ritardi, i verbali pasticciati, incompleti, con intere pagine (di fondamentale importanza) ignorate o mal compilate». «Noi avevamo una quarantina di rappresentanti nei seggi e abbiamo le prove che ci sono state interpretazioni diverse sulla stessa tipologia di voto. Alcuni presidenti, per esempio, hanno annullato la preferenza là dove era indicato il cognome accanto ad una lista che non ospitava quella persona (per esempio Paolucci scritto accanto al simbolo del Psi-Riformisti - ndr). Altri in situazioni simili hanno annullato il voto di lista e la preferenza. Altri ancora hanno dato buona la preferenza e non considerato il partito. Poi ci sono i casi in cui oltre all'errore che dicevo prima è stato anche crociato il simbolo. E di nuovo tre interpretazioni diverse a seconda delle sezioni. Ma soprattutto, là dove è saltata la preferenza si è omesso o dimenticato di riportare nel verbale il nome del candidato danneggiato». Il Tirreno può confermare, per aver esaminato uno ad uno i 75 libri-verbali, che soltanto 19 presidenti hanno redatto compiutamente le pagine 45, 46 e 47 dove si dovevano inserire le preferenze annullate ai candidati. «Un esempio - commenta Paolucci - di come al danno per gli annullamenti si aggiunga per molti di noi anche la beffa di non poter avere informazioni precise su dove, come e perché è avvenuta una contestazione ed è maturato l'annullamento». «In tanti abbiamo preso nome e cognome di quei presidenti e segretari - dice - che in modo clamoroso hanno commesso errori e inadempienze per ottenere poi spiegazioni su questo modo di operare. Ebbene ci è stato risposto che ha influito la stanchezza, che era tardissimo... Ne abbiamo parlato con altri candidati e non escludiamo quindi di ricorrere anche alla giustizia ordinaria affinché sia verificato se certi presidenti, segretari e scrutatori hanno assolto fino in fondo al proprio dovere». Paolucci sostiene di aver perso un centinaio di preferenze, Montemaggi (Pdl) altrettante. Situazioni analoghe per Renis (Lista Lolini, ma votato accanto a La Destra), Relli (Pdl). Addirittura 147 sarebbero le preferenze non assegnate ad Agresti, una quarantina (decisive) a Gabbrielli (Udc). Ma si lamentano anche nel Pd. Secondo Paolucci, però, esaminando i libri-verbali, ci sarebbe un'altra cosa ancor più incredibile: «e cioè che sulle pagine apposite in cui scrivere a mano il nome della lista e sotto i candidati (con le preferenze) vi è stato appiccicata sopra una paginetta ritagliata e già stampata. Paginette, che in alcuni verbali da me visionati erano quasi del tutto staccate. E allora mi domando: ma quelle preferenze sono davvero l'esito delle urne? E chi ha detto ai presidenti che si poteva fare così? Ma soprattutto ciò che è scritto (e non scritto) nei verbali è davvero ciò che è emerso dalle 47.530 schede infilate nelle urne dai grossetani? Io ho qualche dubbio..».
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