Il Tirreno

Grosseto

Lolini cacciato dalla chiesa ortodossa

Francesca Gori
<b>CACCIATO.</b> Mario Lolini doveva incontrare la comunit&agrave; moldava e romena nella chiesa di San Pietro
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CACCIATO. Mario Lolini doveva incontrare la comunità moldava e romena nella chiesa di San Pietro

Il breve saluto del candidato interrotto da una supporter di Bonifazi

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 GROSSETO. Gesù dal tempio scacciò i mercanti. A Grosseto invece, a ricevere lo stesso trattamento di chi in chiesa faceva affari, sono i politici. Ieri mattina è toccato al candidato del centrodestra Mario Lolini, che era stato invitato dalla comunità moldava ad incontrare gli stranieri di Grosseto. Un incontro informale, che si sarebbe dovuto concludere con poche parole pronunciate in una manciata di minuti. L'appuntamento era alle 11.30 alla chiesa di San Pietro, in corso Carducci. La messa ortodossa era appena finita quando il candidato del Pdl ha fatto il suo ingresso in chiesa. I pochi fedeli rimasti, insieme al parroco, lo hanno accolto con una stretta di mano. Ma a qualcuno, la presenza di Lolini davanti all'altare non è piaciuta. «Una candidata al consiglio comunale del Pd - dice Lolini - ha cominciato ad urlare in chiesa e a dire che non dovevo essere lì. C'ero soltanto perché ero stato invitato. Mi ha accusato di essere andato a fare un comizio, invece mi sono limitato a salutare i fedeli, e ho chiesto scusa per quello che era successo». Il pasticcio alla Peppone e Don Camillo sull'altare di San Pietro è cominciato ieri mattina quando il prete della chiesa del Corso ha ricevuto la telefonata di Lambita Cocolos, candidata al consiglio nelle fila del Pd e rappresentante della comunità romena. La donna ha detto al prete che dopo la messa Emilio Bonifazi sarebbe passato a fare un saluto alla comunità. Nessun problema, da parte del parroco. C'era Lolini, invitato dalla comunità moldava, era giusto che ci fosse anche Bonifazi, invitato da quella romena. Ma a chi aveva organizzato quei brevi saluti, questa doppia presenza non è andata giù. «Avevamo organizzato questo incontro da tempo - spiega Angela Bojinov, presidente dell'associazione Moldova in Italia - ed ero stata io a chiedere a Lolini di passare a farci un saluto, con il permesso, ovviamente, del nostro parroco». Ma quando Lolini è entrato, la sua presenza sarebbe sembrata poco opportuna a chi invece aveva invitato Bonifazi. «Lambita ha cominciato a gridare, a dire che Lolini non avrebbe dovuto parlare». Eppure, in quella chiesa, non c'erano voti da raccattare. Dell'intera comunità moldava voteranno a Grosseto sì e no cinque o sei persone. Stesso ragionamento per il candidato sindaco del centrosinistra Emilio Bonifazi. Che della "cacciata dal tempio" del suo sfidante non si è accorto. Bonifazi è arrivato sul portone della chiesa di San Pietro a mezzogiorno in punto, proprio mentre Lolini stava uscendo. Si sono incrociati un attimo. Un breve saluto e via. Bonifazi dentro, Lolini fuori. Stessa scena. Il parroco, che non ha fatto differenze tra i due candidati, ha ceduto il microfono a Bonifazi che ha salutato i pochi fedeli rimasti prima di uscire dalla chiesa per un altro impegno elettorale. Poche parole, perché anche sul fronte del centrosinistra, i voti da strappare a quella comunità si contano sulle dita di una mano. «Domenica prossima andrò alla messa - dice Lolini - per capire come funziona il rito. Di fronte a quella scenata fatta davanti al pane offerto sull'altare sono rimasto davvero di sale. A chi era in chiesa non ho nemmeno parlato di integrazione. Quelle due comunità non ne hanno bisogno, sono già grossetani a tutti gli effetti». I pochi che c'erano, però, hanno chiesto al prete di celebrare un'altra messa, per cancellare questo episodio che ha turbato un 'assolata domenica mattina.  

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