Il dolore
Su le antenne, arriva il digitale
Matteo Baccellini
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ANTENNE E PARABOLE. serviranno cavi moderni per ricvere il segnale del digitale terrestre Non bastano tv o decoder, attenzione a controllare l'impianto per tempo
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GROSSETO. Una data certa ancora non c'è, il mese sì. È settembre il punto di non ritorno per i canali analogici televisivi. Il giorno? Forse il primo. Comunque andrà, tornati dalle vacanze molti maremmani che ancora non l'hanno fatto, dovranno adeguarsi al sistema digitale. E quindi nella migliore delle ipotesi attrezzarsi con un decoder da 20-30 euro per ricevere i canali nazionali della cara vecchia televisione. Più la vasta gamma di programmi (vedi articolo a parte) sulle altre frequenze. Altrimenti servirà un nuovo televisore: comprarlo ora dai rivenditori significa avere la certezza di un apparecchio che ha già incorporato il decoder per captare il digitale terrestre. Tutta la Toscana dovrà farlo, visto l'anticipo della nuova era che coinciderà con lo switch off in Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e provincia di Viterbo. Attenzione, però. Potrebbe non bastare fare un salto dai rivenditori di zona di apparecchi elettronici, i vari Mediaworld, Euronics o Expert, comprando decoder o tv nuovi, comunque necessari (o l'uno o l'altro, sia chiaro) per la conversione al digitale. Quindi occhio a spendere bene: anche sborsando dai 200 euro in su per un televisore a 22 pollici di nuova generazione, gli Lcd-Led per intendersi, o da 300 a 400 per un 32 pollici, i problemi potrebbero trovarsi ancora altrove. E anche i decoder più cari, tipo quelli "On demand" per vedere Mediaset Premium, ovvero il digitale di Mediaset in Hd (con una hrad disk di 160 Gigabyte su cui è registrata una sorta di videoteca), che costano oltre 150 euro, rischiano in qualche caso di essere non risolutivi. Cosa diventa decisivo quindi? L'impianto dell'antenna. «Serve il decoder, ma anche un impianto di antenna tv adeguato - ha ricordato nei giorni scorsi il presidente regionale degli installatori di antenne della Cna, Ubaldo Manganelli - Gli artigiani hanno la strumentazione necessaria per tutti i controlli e gli adeguamenti necessari, per verificare la presenza o la qualità del segnale digitale terrestre e per il check-up dell'impianto». Una raccomandazione fatta propria anche dagli antennisti locali. «Soprattutto a chi ha sul tetto antenne vecche, in case singole o in condominio - aggiunge Luciano Stringardi, antennista grossetano - il consiglio che diamo da mesi ormai è quello di muoversi per tempo. Perché il segnale digitale ha bisogno che la ricezione abbia una buona qualità minima per poter trasmettere». Ma non solo antenne, al centro della rivoluzione digitale. Cavi, spinotti, riduttori andranno rivisti nel caso in cui ci siano difficoltà di ricezione. «Basta che un singolo componente non sia compatibile per avere lo schermo nero malgrado la tv sia nuova o il decoder appena acquistato». Regola d'oro, non trovarsi a fine agosto a dover rimediare. In un prevedibile ingorgo di chiamate e allarmismi. Anche la tecnologia richiede prevenzione.
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