Il Tirreno

Grosseto

Il voto di domenica diventa un referendum sul polo di Braccagni

<b>LO SFIDANTE.</b> Mario Lolini
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LO SFIDANTE. Mario Lolini

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 GROSSETO. Non le manda a dire dietro Mario Lolini, che tra una settimana sfiderà ancora Bonifazi nel chiuso delle urne. Probabilmente, però, senza il duello in piazza. Lolini però, ora punta ad altro. All'elettorato di Braccagni e allo scontro sul polo logistico.  A otto giorni dal voto, il candidato del centrodestra lancia un appello ai braccagnini. «So che è necessario, anzi doveroso, incentivare lo sviluppo economico, ma non distruggendo una comunità intera costruendole addosso un polo logistico che va fatto sì, ma altrove».  Lo scenario dipinto da Lolini assomiglia a quello di un quartiere post-atomico. «Ad oggi l'erba non è stata tagliata e le aree verdi sono impraticabili e costellate di cestini rotti e sporcizia - dice - e presto si affiancherà l'abbandono della gente visto che, sono convinto, non saranno in molti a voler vivere a fianco di capannoni alti venti metri ed estesi per ettari ed ettari di terreno. È cosi che il paese si prepara alla sua morte, neppure troppo lentamente visto che, all'avvio della costruzione del Pilt, crolleranno i prezzi delle case che inizieranno a svuotarsi». L'appello al voto di Lolini è quello al cuore dei maremmani. «Lo stesso Bonifazi aveva fatto finta d'avere qualche ripensamento sul polo logistico - dice - attaccato al paese: nell'incontro con i residenti del 22 febbraio aveva affermato che avrebbe attuato un "percorso partecipativo, senza chiudere la porta". Il giorno seguente, il 23 febbraio, la sua maggioranza approvava, alla chetichella, una variante al piano strutturale e, il 28 marzo, sempre le stesse persone, davano il via all'adozione del regolamento urbanistico. Per completare questa presa di giro colossale gli manca un solo passaggio: deve vincere le elezioni tra una settimana, solo in questo modo potrà dire d'aver fatto il delitto perfetto uccidendo un'intera comunità. Quello portato avanti in questi mesi è un atteggiamento vergognoso». Lolini si rivolge «a tutte le persone di buon senso che vorranno premiare la coerenza e la bontà delle mie idee e rifiutare la distruzione di un'area a vocazione residenziale». Tra otto giorni la gente di Braccagni, così come quella di Montepescali, si troverà davanti ad una sorta di referendum: Polo logistico sì, polo logistico no. «Al di là degli schieramenti, ed oltre le vecchie logiche partitiche, ogni residente dovrà fare i conti con il futuro che lo toccherà più da vicino e sono convinto che saprà rispondere nel modo migliore - dice - e per parlare anche di questo argomento rinnovo, ancora una volta, il mio invito al Sindaco uscente che spero vorrà incontrarmi, davanti ai cittadini ed ai giornalisti, martedi alle 21 in piazza del Sale o in qualunque altro incontro pubblico, anche a Braccagni. Da parte mia non temo certo di guardare i miei concittadini negli occhi». La risposta, comunque, Lolini la sa già. Nessun dibattito in piazza, almeno per Bonifazi. Anche ai braccagnini quindi, toccherà accendere la tv.

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