Sicurezza
I ROTTAMATORI DEL PDL
«I sessantenni facciano un passo indietro per Bini»
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Stefano Bini 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. In Toscana, anche il Pdl ha i suoi rottamatori. Sono i ragazzi di Azione Universitaria Siena-Grosseto che hanno sostenuto alle amministrative il candidato a consigliere comunale Stefano Bini che fa parte dell'associazione giovanile di destra. La situazione, a sezioni ormai scrutinate, davano Stefano Bini al settimo posto nella sua lista, cosa che gli avrebbe permesso di passare, con il premio di maggioranza, in caso di elezione di Mario Lolini. Ma una sezione quattro giorni fa doveva essere ancora scrutinata, quella di Marina di Grosseto, che ha consegnato il sesto e settimo posto a Renis e Matano, esponenti di Fli, facendo andare Stefano Bini all'ottavo posto. «Siamo stati contenti per i due sessantenni - dice Gianluca Sessa, presidente dell'associazione - ma ricordiamoci che Stefano ha portato a casa moltissimi voti, da venticinquenne alla sua prima esperienza. È stato l'under 30 più votato di tutta la coalizione». Stefano Bini ha puntato molto sui giovani nella campagna elettorale. «Ha capito, sia lui che Lolini - aggiunge Sessa - che Grosseto è troppo morta e vecchia, e ci sarebbe davvero bisogno di un giovane in consiglio comunale in caso di vittoria; sarebbe buona cosa, e molto onorevole, che nel caso, uno dei candidati che si avviano per i 60 anni tra Pacella, Matano o Renis rinunciassero alla loro candidatura in favore di Stefano, che in consiglio rappresenterebbe il rinnovamento, le idee nuove e sane di un giovane che sa molto bene cosa i giovani di Grosseto vogliono e si aspettano dalla città». I conti tornano. Di sessantenni in consiglio ce ne sono, i ventenni, invece, mancano. «Se vincesse Lolini - aggiunge - e se Pacella, Renis o Matano non volessero rinunciare alla poltrona bisognerebbe che Bini fosse ricompensato con un ruolo giovane, per i giovani nella nuova amministrazione di centro destra, magari con l'assessorato alle politiche giovanili, che bene si adatterebbe alle esigenze alla sua persona e a quelle di una città che ha avuto carenze di politiche giovanili negli ultimi 5 anni di amministrazione Bonifazi».
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