Il dolore
Feniglia: «Non pagheremo un euro»
Francesca Gori
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BATTAGLIA. Per le demolizioni alla Feniglia Proprietari contro il Comune, l'azienda rischia di non incassare
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GROSSETO. Prima la recinzione, poi la denuncia ai carabinieri, infine le lettere di demolizione. Alla Feniglia, il braccio di ferro tra i proprietari delle casette e i Comuni di Orbetello e di Monte Argentario non è ancora finita. I proprietari hanno deciso di passare al contrattacco. Questa volta, ad essere dichiarate illegittime sono le raccomandate che il Comune di Monte Argentario ha fatto recapitare ai proprietari dei capannelli che fanno parte del secondo lotto. Quei capannelli che lunedì prossimo dovrebbero essere abbattuti. La scorsa settimana, almeno due delle persone che hanno una casetta in Feniglia sono andati alla caserma dei carabinieri a presentare denuncia. Perché le loro casette erano state recintate con una rete da lavoro, senza però che il Comune avesse messo alcun cartello. Pochi giorni dopo, nella cassetta della posta di una ventina di persone sono arrivate le raccomandate inviate dall'amministrazione di Monte Argentario. Raccomandate alle quali ha risposto l'avvocato Giuseppe De Majo, che sta seguendo la causa intentata da alcuni membri dell'associazione Amici della Feniglia al sindaco Cerulli e all'ex sindaco Matteoli. Quelle raccomandate, secondo l'avvocato, sono illegittime. Perché nell'oggetto non è stata riportata l'ordinanza di demolizione alla quale fanno riferimento. La materia, come succede dall'inizio di questa vicenda, è da azzeccagarbugli. «Abbiamo chiesto al Comune che ci venisse mostrata l'ordinanza di demolizione - spiegano i proprietari - ma quei documenti non sono stati prodotti. Ci hanno solo detto che le ordinanze firmate sono una per ciascuno di noi. Ma ancora non abbiamo visto un foglio». Da qui l'idea di passare al contrattacco. I venti proprietari, che proprietari non sono, dopo aver citato in giudizio i due sindaci facendo leva sul diritto di usucapione, ora stanno cercando di bloccare la demolizione delle casette. Spiegando alla ditta che dovrà eseguire i lavori, che, da loro, non riscuoterà nemmeno un euro. E il conto, alla fine, sarà salato. Qualcuno, insomma, dovrà tirar fuori di tasca circa 200mila euro che l'azienda di demolizioni rischia di non incassare. «Noi non pagheremo un euro - spiegano - se l'azienda vorrà riscuotere dopo gli abbattimenti, dovrà vedersela con il Comune di Monte Argentario». La speranza dei proprietari delle casette, quindi, è quella di fermare le ruspe. Loro non cederanno alla richiesta di pagamento di 7mila 828,28 euro più iva ciascuno. Il Comune non ha intenzione di farsi carico della spesa. L'azienda, rischierebbe di restare a bocca asciutta.
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