Il Tirreno

Grosseto

Il Ministero detta le regole per l’approvazione del piano regolatore portuale

Troppi soldi per attuare le prescrizioni

Renzo Wongher
<b>PORTO A RISCHIO.</b> Per le prescrizioni
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PORTO A RISCHIO. Per le prescrizioni

Nell'area di cantiere dovranno essere lavati anche i materiali utilizzati

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 PORTO SANTO STEFANO. Le prescrizioni anticipate ieri, non sono finte. E rischiano di mettere in forse la realizzazione del nuovo porto. Diamo oggi un seguito al capitolo "prescrizioni" relative al Piano regolatore portuale di Porto Santo Stefano, imposte con il decreto di compatibilità ambientale dal Ministero della Tutela del Territorio.  Ottemperare a tali prescrizioni è una questione non solo di soldi ma anche di tempi tecnici e burocratici, visto che molte delle cose da fare non sono soltanto difficili, ma devono avere anche il parere di numerose istituzioni. Degne di attenzione sono alcune delle prescrizioni che fanno parte del documento. A pagina 6 punto A si legge: «Durante la fase di realizzazione di tutte le opere previste dovranno essere adottati opportuni accorgimenti per ridurre la produzione o la propagazioni di polveri quali la bagnatura delle aree di cantiere e delle piste di servizio non pavimentate, il lavaggio delle ruote degli autocarri in uscita dall'area di cantiere, la bagnatura di eventuali cumuli di materiale, pulizia delle strade pubbliche utilizzate, senza tuttavia provocare fenomeni di inquinamento delle acque marine dovuti a dispersione o dilavamenti incontrollati». Una prescrizione certo non facile da seguire. Come la 15: «Le acque di prima pioggia derivanti dal dilavamento delle superfici esterne, coperture, strade, banchine e piazzali interessate da movimentazione o deposito di materiali non pericolose, dovranno essere raccolte un apposite vasche di contenimento localizzate e dimensionate opportunamente e sottoposte, prima del loro smaltimento, ad un trattamento di grigliatura, dissabbiatura e disoleazione».  Per quanto riguarda alcuni aspetti progettuali, a pagina 13 è scritto: «Gli interventi inerenti l'accesso al porto (parcheggi scambiatori di Santa Liberata e Terrarossa, riutilizzo del sedime della dismessa ferrovia quale corridoio infrastrutturale destinato al servizio di trasporto collettivo e creazione di un bypass di collegamento tra la zona del Pozzarello e la radice della valle del Campone) devono essere realizzati precedentemente o contestualmente alle opere portuali previste anche per agevolare la fase di cantierizzazione e il trasporto dei materali». A proposito della lavatura dei massi da immettere in mare va considerato che l'acqua con la quale viene reso "immacolato" il macigno, evidentemente è sporca di terriccio o quanto meno di polvere, mica si può scaricarla in mare (sarebbe stato inutile il lavaggio del masso), va raccolta e bonificata.

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