Finanza
Tre consiglieri e un partito chiederanno il riconteggio a causa dei molti errori presunti
Quattro ricorsi sullo spoglio
Gabriele Baldanzi
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SCRUTINIO. In un seggio elettorale Il tribunale però nega la verifica delle circa 1600 schede nulle
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GROSSETO. Le oltre 1.600 schede annullate non saranno riconteggiate dall'ufficio elettorale centrale presso il tribunale di Grosseto. Non è una competenza di questo organismo. L'ufficio, presieduto dal giudice Andrea Stramenga (segretario Tommaso Talamanca + 6 presidenti di seggio) lavora, invece, da tre giorni, all'esame dei verbali: prima i voti assegnati ai candidati sindaco (l'esito finale è Bonifazi 20.910 - Lolini 16.196), poi quelli alle liste collegate (scostamenti minimi), infine - ieri pomeriggio - l'avvio del ri-controllo sui numeri relativi alle preferenze. Sulle schede considerate "contestate" (sia quelle assegnate che non assegnate) sarà invece compiuta una verifica successiva da parte della Prefettura. Perché si proceda ad un riconteggio dei voti annullati c'è bisogno invece di un ricorso. Cosa che probabilmente avverrà, visto che, a quanto risulta, sono almeno quattro (tre da parte di consiglieri esclusi o comunque insoddisfatti del numero di preferenze assegnate, più un partito) i ricorsi che verranno presentati. Una revisione complessiva, peraltro, potrebbe davvero cambiare i destini di qualcuno. Osservando con attenzione i verbali e le tabelle di scrutinio si scopre che, soprattutto nel Centrodestra, la maggior parte degli annullamenti derivano dalla preferenza assegnata ad un candidato al consiglio scrivendo il nome accanto al simbolo del partito senza crociarlo. Poi, invece di mettere la croce sul nome del sindaco (cioè Lolini), è stata messa nel simbolo della sua lista (Nuovo Polo per Lolini), votando in pratica due partiti della stessa coalizione. Un caso assolutamente non contemplato tra gli esempi del manuale di istruzioni fornito ai seggi. Oppure - è accaduto a Montemaggi, Agresti, la Relli (per fare degli esempi) - il nome del candidato consigliere è stato scritto nella riga sbagliata (non quella del Pdl) barrando poi anche il simbolo verde Nuovo Polo invece del nome del candidato sindaco Lolini. Ma torniamo al lavoro dell'Ufficio elettorale centrale presso il tribunale. Quattro sezioni, in particolare, si trovano sotto osservazione ed è stato avviato un raffronto dei libri dei verbali, a seguito di errori e incongruenze. Si tratta dei seggi nº 12, 32, 62 e 64. Ma non finisce qui. Ci sarebbero anche due sezioni (la 41 e la 62) in cui l'orario di chiusura delle operazioni di scrutinio risulta fissato oltre le 12 ore, alle 3,30 del mattino e alle 4,30 del mattino. Altre (5) in cui presidenti, segretari e scrutatori hanno addirittura dimenticato di guardare l'orologio e segnare l'orario di chiusura nelle ultime pagine del libro. Verbali incompleti (almeno quelli depositati in Comune, in via Saffi) alla nº 27 e alla nº 67. Quelli pasticciati, invece, sono decine. Così come decine sono i seggi dove, a fronte di annullamenti e contestazioni sulle preferenze, il compilatore del verbale non ha dettagliato nell'apposita pagina il nome (o quantomeno il numero) del candidato, negandogli - a posteriori - un'informazione importante. Come è potuto succedere questo caos (che spiega anche i ritardi di lunedì sera)?. «C'erano molti presidenti alla prima esperienza e all'ultimo minuto si sono aggiunte ulteriori defezioni» confermano dal tribunale. Il malumore risulta trasversale (in particolare di Pd, Idv, Udc, Pdl) e lungo è l'elenco dei candidati al consiglio comunale, che indipendentemente dal fatto se siano stati eletti o meno, recriminano per voti annullati, scomparsi. La sensazione è che le elezioni non finiranno con il ballottaggio.
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