Il Tirreno

Grosseto

Scatta per sbaglio l’allarme a mezzanotte, oltre un’ora di sirena e avvisi ad alto volume

Pronto soccorso nel caos

Elisabetta Giorgi
<b>CHIUSO. </b>Le porte sbarrate dall&#146; allarme
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CHIUSO. Le porte sbarrate dall’ allarme

Porte tagliafuoco bloccate, poi arrivano due tecnici

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 GROSSETO. Sirene spiegate a tutto volume, porte bloccate e una voce registrata che ha ripetuto per centinaia di volte il refrain dell'allarme. "Vi è una probabile situazione d'emergenza, vi preghiamo di attendere le prossime istruzioni...". Prossime istruzioni che, però, proprio non volevano arrivare. Alla fine, per fortuna, è stato solo un falso allarme per fiamme in corso, quello scattato la notte scorsa al Pronto soccorso dell'ospedale di Grosseto.  Ma per più di un'ora - da mezzanotte all'una inoltrata - ha inchiodato il Pronto soccorso alle procedure di sicurezza previste dal caso, "blindando" i pazienti nella sala d'ingresso dove aspettavano il turno, con le sirene à go go e la solita voce che invitava ad aspettare le istruzioni...  L'allarme è scattato subito dopo mezzanotte tra giovedì e venerdì, continuando per un'ora un quarto e propagandosi per stanze e corridoi del pronto soccorso. Nessuna fiamma tra i letti, per fortuna, ma una buona dose di fastidio per i timpani, questo sì.  Solo alle 1 infatti la sirena si è spenta grazie all'intervento di due tecnici (uno, infatti, non è bastato) e alle 1,15 le porte si sono sbloccate non senza incidenti fantozziani.  Nella sala d'attesa del reparto, a quell'ora, c'erano una quindicina di persone e altre 17 erano dentro, di cui due codici rossi, cioè pazienti in gravi condizioni. Una scena a tratti surreale, quella raccontata da un ragazzo arrivato al pronto soccorso per un incidente e che ha immortalato la prolungata potenza dei decibel col telefonino.  «A mezzanotte - racconta - aspettavamo il turno in sala d'attesa quando è scattato il segnale, con voce e sirena a tutto volume. Abbiamo capito subito che era un falso allarme, però pensavamo che durasse poco, come spesso accade, e invece...».  Invece l'allarme si è diffuso nella sala d'attesa e nel "reparto letti" ripetendo lo stesso ritornello per 75 minuti; una solfa apparsa infinita non solo ai pazienti ma agli stessi addetti ai lavori, medici e infermieri costretti a sorbirsi il disagio mentre lavoravano in corsia. «A contarle tutte non so quante volte è passato il segnale acustico: saranno state centinaia: un rumore assordante», prosegue il ragazzo.  Intanto le porte tagliafuoco si sono chiuse automaticamente come da protocollo di sicurezza, anche se non c'era clun fuoco da... tagliare, perciò dal Pronto soccorso si poteva uscire ma da fuori non si poteva più entrare.  Tutto questo finché un infermiere non ha piazzato una carrozzina in mezzo a un ingresso per bloccarne l'apertura. Per quanto incredibile, nel caos ha iniziato a diffondersi la voce che una paziente, per sbaglio, avesse premuto il pulsante antincendio alla parete, magari appoggiandosi all'interruttore, ma l'Asl ieri ha smentito (vedi articolo sotto, ndr) parlando di una «mossa intenzionale». Intanto l'azienda ha chiamato i tecnici.  «Uno di loro è arrivato a mezzanotte e mezzo - racconta il ragazzo - e la situazione sembrava vicina a soluzione. Senonché non si ricordava il codice di sblocco e ha dovuto chiamare un collega per disattivare l'allarme. Ma anche quest'ultimo, appena arrivato, sul momento non ci riusciva. Tutto è proseguito non senza problemi e a singhiozzo: in primis è rimasta solo la voce senza sirena, poi è andata via la voce ed è rimasto il fastidioso bip, poi di nuovo voce e sirena insieme e infine è sparito tutto, per la gioia delle orecchie collettive... Tutto è bene quel che finisce bene e alle una e un quarto, finito il pandemonio, chi era in sala d'attesa ha tirato un sospiro di sollievo proponendo di andare in massa dall'otorino». Stando attenti a non far scattare un altro allarme...

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