Il dolore
Lo spot-ventosa diventa un boomerang
Francesca Ferri
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CONTESTATI Uno dei volantini a ventosa sotto accusa Pubblicità non autorizzata, rischio di multe salatissime
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GROSSETO. Lo chiamano "guerrilla marketing", perché è una forma di promozione non convenzionale che usa deliberatamente mezzi aggressivi e invasivi. Ma le prime vittime che rischia di lasciare sul terreno non sono i potenziali clienti, "caduti" sotto le tentazioni dello shopping. A fare le spese della campagna pubblicitaria selvaggia delle neo aperture al centro commerciale Aurelia Antica, al momento, sembrano piuttosto i committenti. Che per il nuovo volantino, che in tanti hanno visto sventolare negli ultimi due giorni attaccato con una ventosa ai pali della luce, alle fermate dell'autobus e alle grondaie a mo' di bandiera, non hanno mai ricevuto alcuna autorizzazione dal Comune. E, perciò, dovranno prepararsi a pagare una multa da capogiro, fino a 1.500 euro a pezzo. Una svista, la loro? Non proprio. La tipologia del volantino di Aurelia Antica, appeso con una piccola staffa attaccata a una superficie verticale con una ventosa, non è contemplata tra quelle previste dal regolamento comunale in materia. Il testo prevede i vecchi manifesti da affiggere negli spazi predisposti, l'antidiluviano megafono, il volantinaggio, gli striscioni sospesi sul corso, i totem. C'è poi la "vela", il furgone con la gigantografia che gira per le strade. Ma il volantino appiccicato perpendicolare a pali e muri, quello no, non è previsto né a Grosseto, né in città più grandi. E dunque? Come già succede a Roma e Milano, anche a Grosseto, non ci si perde d'animo. E accanto ad adesivi abusivi, annunci scritti a mano abusivi, santini elettorali - scaduti - abusivi, ecco per la prima volta i nuovi volantini con ventosa abusivi. Giovedì scorso la città ne era piena. Il 19 maggio, infatti, all'Aurelia Antica era giorno di inaugurazione della nuova ala con nuovi megastore e ristorante. E la città lo doveva sapere, ad ogni costo. Chi non ha peccato, del resto, scagli la prima pietra. Se l'ufficio marketing del centro commerciale ha ceduto alla tentazione di invadere la città con centinaia di volantini "non a norma" - e ne pagherà le conseguenze - c'è chi non si è comportato meglio ma non pagherà nulla. L'esempio più recente sono quei candidati al Consiglio comunale che, nelle scorse settimane, hanno tappezzato i parabrezza delle auto con le loro facce speranzose di una poltrona, alla faccia del Regolamento che vieta di mettere volantini sui parabrezza. La direzione del centro commerciale non commenta la vicenda nel merito, ma fa sapere che ha già incaricato una cooperativa di rimuovere i volantini una volta che la campagna pubblicitaria ha raggiunto il suo scopo. Nel frattempo qualcun altro sta dando una mano a ripulire la città. Sono i vigili urbani che, dietro segnalazione di un cittadino indignato per il volantino selvaggio, ieri hanno percorso per due volte le strade della città raccogliendo i "clandestini". «In molti casi i nostri agenti hanno trovato solo la ventosa, non il volantino, segno che la gente li aveva staccati e se li era portati via», spiegano dal comando di piazza La Marmora. Tutti quelli raccolti verranno comunque contati e sarà applicata una sanzione. Che, come prevede il codice della strada, varia da 350 a 1.500 euro a volantino. Sarà anche l'anima del commercio, insomma, ma in certi casi la pubblicità assomiglia piuttosto a un'anima in pena.
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