La manifestazione
IMMIGRAZIONE
Fatture false per ottenere il nulla osta
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SCARLINO. Dodici fatture per lavori che non sarebbero mai stati svolti. Dodici fatture dunque false allegate alle domande di nulla osta per cinque cittadini cinesi. Dodici fatture che hanno finito per mettere nei guai un imprenditore di origini siciliane abitante a Scarlino, Angelo Murè, 41 anni, titolare di una ditta di autolavaggio. Questi è stato condannato con il rito abbreviato a 2 mesi, convertiti in 2.280 euro e pagabili a rate. Il pubblico ministero onorario Fidelia Dompetrini aveva chiesto al giudice Giovanni Puliatti di emettere una condanna a 6 mesi per il tentativo di falso ai danni della pubblica amministrazione, che sarebbe stata tratta in inganno qualora la pratica fosse andata avanti. Difesa Adriano Galli. Erano stati gli stessi uffici ad accorgersi che qualcosa non andava. Nell'agosto 2008, Murè aveva inoltrato per via telematica allo Sportello unico dell'immigrazione le 12 fatture, per lavori che si presumevano svolti presso una ditta che vende auto: ciascuna da 14.760 euro per le prestazioni fornite dai cinque cittadini cinesi dai lui impiegati. Lo scopo, secondo l'accusa, era ottenere il nulla osta al lavoro subordinato nell'ambito del decreto flussi 2008. La ditta che vende auto, interpellata dagli uffici competenti, aveva spiegato di non aver avuto alcun tipo di rapporto con Murè. Così era stata presentata denuncia e dunque il falso era rimasto allo stato di tentativo. P.S.
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