Il Tirreno

Grosseto

La guardia di finanza aveva sequestrato 32mila tagliandi ritenuti irregolari

Biglietti per le lotterie istantanee Tutti prosciolti i 19 tabaccai

Biglietti per le lotterie istantanee Tutti prosciolti i 19 tabaccai

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Tutti assolti i 19 tabaccai o comunque titolari di esercizi pubblici che nel corso dei primi mesi del 2006 erano finiti al centro di un inchiesta della guardia di finanza che aveva sequestrato anche fuori provincia decine di migliaia di biglietti per le lotterie istantanee: biglietti che gli investigatori avevano ritenuto irregolari perché senza autorizzazione dell'Amministrazione autonoma Monopoli di Stato. Al termine del dibattimento il giudice Puliatti ha dichiarato che il fatto non costituisce reato. E ha dichiarato il non doversi procedere perché estinti per prescrizione i reati contestati ai distributori, Mario Giuseppe Scarpati Cioffari e Rolando Scarpati Cioffari, quest' ultimi imputati appunto per aver distribuito i gratta e vinci. Il pm onorario Dompetrini aveva sollecitato invece una condanna a 3 mesi e 500 euro per tutti gli imputati. Le motivazioni saranno rese note entro due mesi.  Tutto ruotava sulla qualità di quei tagliandi: lotterie istantanee o concorsi a premi? La Procura ne aveva identificati 32mila: Gatto Gatto, Joker, Doppia la coppia, Black Slot, Casinò Casinò, Super Fruit i nomi dei tagliandi dei giochi ritenuti all'epoca irregolari. I difensori degli imputati, specialmente quelli dei distributori - e a maggior ragione quelli dei tabaccai, ultimo anello di una catena lunghissima che parte dalla ditta ideatrice e da quella che stampa i tagliandi - avevano contestato da subito le conclusioni della Procura, perché non si sarebbe trattato di una lotteria istantanea, come aveva ipotizzato l'accusa, ma di un concorso a premio debitamente autorizzato. La Cassazione aveva accolto la richiesta di dissequestro. E l'Amministrazione dei Monopoli, interpellata al riguardo, aveva fatto sapere di non ritenersi raggirata o danneggiata da questa forma di gioco.  Secondo la difesa, chi comprava quel tagliando comprava un prodotto (o meglio una parte di esso) e non vinceva del denaro. Perché? Perché il "gioco" avveniva in due fasi. Una volta con il biglietto in mano, l'acquirente veniva invitato a grattare una patina, sotto la quale compariva un codice. Tale codice andava inserito nell'apposita pagina internet di un sito dedicato, predisposto naturalmente dall'organizzatore dell'iniziativa. In caso di vincita, sempre secondo la difesa, l'unico beneficio che arrivava al giocatore era una sorta di "ricarica", ad esempio da 5 euro, che cumulata con altre concorreva a raggiungere il totale necessario ad acquistare un libro, o un volume di enciclopedia o qualcosa di similare. Nessuna vincita di denaro diretta, insomma. E per questo motivo non si tratterebbe di lotteria istantanea, perché non circolavano soldi. P.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa