Sicurezza
Tentano di violentare la badante
Francesca Gori
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IN TRIBUNALE. Due fratelli a giudizio per violenza sessuale sulla badante Due fratelli rinviati a giudizio per le attenzioni troppo morbose
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MONTIANO. Era stata assunta come badante, per occuparsi di un uomo che aveva problemi di salute mentale e di deambulazione. Ma in quella casa di Montiano dove era stata assunta, sarebbe stata vittima di violenza sessuale. Ad approfittare della donna, 32 anni, moldava, due fratelli, entrambi rinviati a giudizio dal gup Valeria Monteserchio. Una storia che risale all'anno scorso. La donna era arrivata a Montiano da un anno. E da allora si prendeva cura di uno dei due fratelli, un uomo di 50 anni con alcuni problemi di salute. con loro viveva anche l'altro fratello, diquattro anni più grande. Entrambi, rinviati a giudizio. Il fratello maggiore avrebbe aspettato la donna davanti alla porta del bagno, l'avrebbe spinta nella sua camera, e avrebbe cercato di baciarla sul collo e sulle labbra. Un tentativo andato storto, per l'uomo. Perché la badante, in quell'occasione, sarebbe riuscita ad afferrare una tavola di legno minacciando di colpire il cinquantacinquenne. Sarebbe andato peggio, invece, l'incontro con l'uomo del quale si doveva prendere cura. Il cinquantenne le avrebbe toccato le cosce e il seno, chiedendole di avere un rapporto orale con lui. Episodi che si sarebbero anche ripetuti nel tempo, ma che la donna non aveva denunciato per non perdere il posto di lavoro. «I miei clienti sono innocenti - dice l'avvocato Sabrina Pollini, che difende i due imputati - e anzi, sono stati vittime di calunnia da parte della donna che ha sporto denuncia due giorni dopo il suo licenziamento». Un ragionamento che non convince invece l'avvocato della trentaduenne moldava, Tiziano Boscolo del foto di Venezia. «Il fatto è che lei ha cercato di restare in quella casa - dice - fin quando le è stato possibile, proprio per mantenere quel posto di lavoro. Aveva accettato quell'offerta di buon animo». Ora la verità la scriveranno i giudici all'udienza del 23 novembre dove la donna si potrebbe costituire parte civile.
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