Sicurezza
«L'errore? Scegliere Fimmanò»
Alfredo Faetti
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Miserocchi, Antichi, Agresti, Faenzi e Mainetti Faenzi non smentisce, ma replica: «Conferma le sue negligenze»
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CASTIGLIONE. Monica Faenzi non smentisce Domenico Fimmanò. Anzi, proprio in quella versione dei fatti trova tutte «le violazioni dei doveri d'ufficio» con cui additare l'ex segretario comunale. A cambiare alcuni passaggi, invece, ci pensano Sandra Mainetti e il presentatario Claudio Miserocchi. Le dichiarazioni rilasciate ieri da Fimmanò hanno provocato l'immediata reazione del Pdl. «Sì, quel venerdì pomeriggio (15 aprile ndc) ero in Comune» dice Faenzi. Ma questa non è una novità, perchè le stesse parole l'ex sindaco le ha riportate nei verbali consegnati in Procura negli esposti. «Tornata da Firenze, Fimmanò venne nel mio ufficio - continua - e in quell'occasione mi disse che le liste erano state consegnate e che era tutto a posto». Non è la ricostruzione dei fatti che contesta Faenzi; a quello ci penseranno i suoi collaboratori. Ma lì trova le colpe da attribuire a Fimmanò. Ad esempio, parla della «ricevuta dettagliata che un segretario comunale ha l'obbligo per legge di rilasciare al fine di evitare contestazioni in caso di documentazione incompleta». «Nel verbale di ricezione che ci ha consegnato - dice Faenzi - non viene riportata nessuna irregolarità». Mentre parla, mostra ai presenti nella sede del Pdl di Castiglione della Pescaia la famigerata lista, lasciata in bianco ad eccezione del primo foglio. «Come segretario avrebbe dovuto dire se c'era qualche problema in questo documento». E se delle irregolarità c'erano (tant'è che nessuno del Pdl ieri mattina si è detto sorpreso dei ricorsi respinti prima al Tar e poi al Consiglio di Stato), non c'è stato invece lo stesso metro di trattamento con gli altri avversari. «Mario il Mostro (Ferraro ndc) - continua Faenzi - ha ringraziato esplicitamente Fimmanò sul suo giornalino per il contributo che gli aveva offerto nella compilazione della lista». Invece al Pdl «non ha detto niente». Anzi, non solo ci sono delle «testimonianze di cittadini in Procura a cui confermava che tutto era in regola», ma anche «la domenica, saputo dell'esclusione della lista, disse che era impossibile». Insomma, per Faenzi ci sono state delle «violazioni ai doveri d'ufficio», dovute al fatto che Fimmanò in quei giorni «era distratto, come lui ha detto». Claudio Miserocchi poi, presentatario, smentisce il segretario quando dice che «la mattina del 15 aprile (giorno della consegna della lista ndc) si presentavano nel mio ufficio» sia lui che Bonazzo, l'altro presentatario. «Sono andato nel suo ufficio solo intorno alle 19 - dice Miserocchi - e lì espressi per la terza volta le mie preoccupazioni riguardo agli allegati dove mancavano i nomi. Mi disse che ci avrebbe pensato lui e io mi sono fidato, dato il suo ruolo». C'è anche un'altra smentita, riguardo alla consegna dei moduli per la lista. Fimmanò ha detto di non averli consegnati, ma Sandra Mainetti non solo dice di sì, ma anche che «quei fogli avevano delle irregolarità in quanto mancavano degli allegati». Tra "violazioni d'ufficio" e menzogne, il segretario torna ad essere accusato dal Pdl castiglionese. E Faenzi, sollecitata, chiede scusa. Non per la lista, ma «per l'errore commesso 8 anni fa, quando tra decine di audizioni scelsi Fimmanò».
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