Il Tirreno

Grosseto

Scansano: parla Florio Terenzi

«Il Pd mi ringrazi, ma non è finita qui»

Gabriele Baldanzi
<b>SCANSANO.</b> Florio Terenzi
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SCANSANO. Florio Terenzi

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 SCANSANO. «Sono stato io, con il risultato della lista civica, a far vincere il Pd, togliendo a Tenucci i voti decisivi, quelli che gli avrebbero garantito il sorpasso sulla Cavezzini. I numeri parlano chiaro». L'imprenditore Florio Terenzi ha lasciato che si abbassasse la polvere prima di commentare il verdetto delle urne.  Adesso, con lucidità, rivisita il voto, la campagna elettorale, fatti e chiacchiere degli ultimi mesi.  Deluso o soddisfatto?  «Correvamo per vincere, quindi non posso essere contento. Tuttavia se penso che la differenza l'hanno fatta poco più di 200 cittadini su 2.800 votanti allora il risultato ottenuto è straordinario. Peraltro, come ho sempre detto, qualora fossimo stati vincitori avremmo onorato l'impegno (non immaginate quanto c'è da fare a Scansano...) mettendoci subito al lavoro, a tempo pieno. Ma in caso di sconfitta la festa sarebbe stata doppia».  Cosa pensa della Cavezzini?  «Mi sembra una brava persona. Pulita. Ma non basterà, temo. La sua vittoria, a sorpresa, non ha spazzato via i problemi del territorio, le indagini giudiziarie in corso, il caos che regna in comune, la paralisi degli uffici».  Tornasse indietro si accorderebbe con Tenucci e con il Pdl?  «Allora spieghiamo meglio cosa è successo. Sei mesi fa, quando ancora Morini era in sella ma sul suo nome già si manifestavano perplessità, io avevo incontrato sia alcuni esponenti del Pdl che del Pd, per proporre la nascita di un'aggregazione civica, chiedendo ad entrambi i poli un passo indietro, uno slancio di responsabilità per Scansano, evitando così ulteriori divisioni. Con il Pdl, in particolare, ci sono stati diversi incontri, poi - ad un certo punto - mi è stato comunicato che era stato individuato il candidato e correvano da soli. Ne ho preso atto e sono andato avanti nel percorso civico con altre persone».  Era Tenucci quel candidato?  «Esatto. Peraltro io ancora non sono riuscito a inquadrarlo. Gli attacchi più duri, anche sul piano personale, mi sono arrivati da quella parte. Hanno ripetuto ovunque che promettevo soldi e prebende. Hanno provato a mettere il naso perfino nel mio portafoglio. Senza contare le bugie, le contumelie, gli insulti».  Cosa ha fatto la differenza a favore della Cavezzini?  «L'ho fatta io la differenza a favore della Cavezzini (sorride). A parte le battute vorrei ricordare che Terenzi non ha avuto al suo fianco personaggi, partiti e organizzazioni. Penso al Pdl, con i ministri, la Coldiretti, la Confagricultura, la Confcommercio. Sul fronte opposto le truppe cammellate arrivate a Scansano a sostegno del Pd in crisi: Marras, Bramerini, quasi tutti gli assessori della Provincia, Coop, Unipol, cooperative del Morellino, etc. Eppure alla fine abbiamo avuto 650 voti».  A chi li avete presi?  «Facendo qualche confronto con elezioni recenti e tracciando i flussi dei voti, mi dicono che la mia lista ha preso un 15% al Pd e il 25% dei voti del Pdl. Insomma numeri sintomatici di un malessere degli scansanesi, che oggi - vi assicuro, ma potete verificarlo personalmente - è ancora più grande di quanto non lo fosse una settimana fa».  E' vero che adesso si dimetterà?  «Ecco, anche questa è una falsa voce. Non ho intenzione di dimettermi, perchè questa campagna non finirà con il voto».  Ultima domanda. Cosa pensa del caso Morini e del suo ruolo in queste elezioni?  «Innanzitutto spero che possa dimostrare la sua estraneità alle accuse che gli vengono rivolte. Riguardo al ruolo in queste elezioni, ritengo che sia stato importante. Basta vedere cosa è accaduto a Murci...».

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