Sicurezza
Protesta. A Grosseto mancava il mezzo per riaccompagnarli: il piccolo curato per una caduta
Cento euro di taxi per tornare dall'ospedale
Fiora Bonelli
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RITORNO IN TAXI dallospedale di Grosseto Ambulanza solo andata: il ritorno a Castel del Piano lo paga il padre di un bimbo ferito
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CASTEL DEL PIANO. Autoambulanza solo andata da Castel del Piano a Grosseto. Il ritorno? In taxi. Forse queste sono proprio le regole su cui si basa l'assistenza del cittadino. Se non c'è da protestare, sicuramente non è il caso di dormire fra due guanciali. E a un babbo che ha il proprio figlioletto di soli 5 anni, ferito e col "bollino" giallo, proprio non va giù di essere lasciato a piedi, dopo una giornata di preoccupazioni. Anche se, per fortuna, il piccolo è stato ben curato e assistito, e risulta essere sano e salvo, con solo qualche brutta ammaccatura. Un babbo che ha proprio tutte le ragioni per raccontare, con un tono concitato, la sua storia. Una storia che comincia come tante: un ragazzino che frequenta la scuola materna di Castel del Piano e che all'ora di pranzo (intorno alle 12,30) cade e comincia a perdere sangue da un orecchio. «Le maestre - racconta Aldo, il babbo - mi hanno chiamato subito e io ho immediatamente portato il bimbo al pronto Soccorso di Castel del Piano, perché mio figlio aveva un grosso livido dietro l'orecchio e dall'orecchio perdeva sangue. Al pronto Soccorso di Castel del Piano hanno ritenuto opportuno un trasferimento al Misericordia di Grosseto e, dunque, dopo averlo preparato, munito di "bollino" giallo e di richiesta di accesso rapido, con l'autoambulanza siamo stati portati al Pronto soccorso della pediatria di Grosseto». Il figlio che perde sangue da un orecchio, con ematoma preauricolare. A Grosseto il piccolo è stato preso in carico dai sanitari e visitato anche dell'otorino. «La visita è stata accurata e su questo nulla ho da dire. Tempi lunghi e necessari, però, per tutti gli accertamenti. Alla fine è stato stabilito che pericoli non ve ne erano e così mio figlio è stato dimesso intorno alle 18,30». Ma a questo punto la complicazione. «Il medico mi avverte che l'autoambulanza disponibile per tornare da Grosseto a Casteldelpiano non c'era. Faccio le mie rimostranze, spiegando che siamo venuti da Casteldel Piano in ambulanza e che io sono, dunque, senza automobile. Mi è stato detto di farmi venire a prendere. Ma io, non ho nessuno con auto disponibile che a quell'ora (erano già le 19) possa partire dalla montagna e venire a Grosseto. Intanto il bambino, stanchissimo della giornata, si era addormentato sulla mia spalla. Ho sperato fino all'ultimo nel servizio di un'autoambulanza, ma nulla da fare». L'altra possibilità sarebbe stata quella di poter prendere un pullman per tornare. Ma, naturalmente, a quell'ora, non ce ne erano più. «Col piccolo in collo, stanco, ma per fortuna sano e salvo, non mi è rimasto che chiamare un taxi. Con 100 euro me la sono cavata per poter tornare in montagna. Mi chiedo però se tutto questo è normale. I cittadini della montagna sono già disagiati, devono essere anche penalizzati in questo modo?». Domanda senza risposte.
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