Trasporti
Sei anni indimenticabili
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PRESIDENTE USCENTE Diana Theodoli Pallini Diana Theodoli Pallini lascia la presidenza «Serve integrazione con turismo e ambiente»
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GROSSETO. Con l'assemblea provinciale di domani alla Castellaccia di Giuncarico, si conclude il mandato della presidente di Confagricoltura, Diana Theodoli Pallini. Al suo posto dovrebbe andare Pierfrancesco Vivarelli Colonna. «Ho assolto al compito di presidente provinciale con grande umiltà e applicazione - dice Pallini - consapevole di aver costruito con tutta l'organizzazione una rappresentanza di primo piano per il mondo agricolo provinciale. Questi sei anni saranno per me indimenticabili perché espressione di crescita e di arricchimento personale». «Sono stati 6 anni difficili - aggiunge - perché con la globalizzazione l'agricoltura ha mostrato una certa fragilità iniziale, per non parlare poi della crisi del latte bovino. Allora dovemmo operare in maniera incisiva e tempestiva al fine di evitare che si corresse il rischio di mettere in ginocchio aziende come la centrale del Latte Maremma. Per non parlare poi delle ataviche problematiche del latte ovino; una situazione drammatica per la quale stiamo lavorando». Certezze o dubbi emersi in questi sei anni? «Le difficoltà delle produzioni locali mi hanno convinta che solo attraverso delle forti sinergie si può aiutare le aziende ad affrontare meglio i costi di produzione, che scontano l'incapacità italiana di essere concorrenziale. come Confagricoltura, abbiamo deciso di potenziare e di far crescere le nostre due cooperative Cofinagri e Copagri». C'è poi il problema investimenti: «Non esistono agili strumenti economici di sostegno e il credito è ormai difficile, se non impossibile, da acquisire. E' arrivato il momento di pensare a mezzi nuovi che giungano all'azienda in tempi più rapidi e in modo più efficace. Bisogna investire nell'innovazione e non aver paura della ricerca». Le sfide per l'agricoltura maremmana? «Non può essere pensata staccata dalla Maremma - risponde la presidente uscente - Anzi deve avere la capacità di integrarsi con il turismo e con l'ambiente. Penso a un progetto che sia in grado di far crescere queste attività in maniera sinergica e complementare. Non possiamo tenerli separati».
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