Il Tirreno

Grosseto

«Sciatore ferito, mancavano protezioni»

<b>MONTE AMIATA.</b> Vedute delle piste da sci della montagna
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MONTE AMIATA. Vedute delle piste da sci della montagna

La Procura cita davanti al giudice di pace il responsabile delle piste Lo studente, all'epoca 15 anni, aveva battuto la testa contro un faggio

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 CASTEL DEL PIANO. Il presidente del consiglio di amministrazione dell'Isa srl, la società romana che tiene in esercizio gli impianti sciistici del Monte Amiata, dovrà comparire davanti al giudice di pace per rispondere delle ferite che uno studente in gita con la scuola si era procurato uscendo dalla pista e finendo contro un faggio.  Il sostituto procuratore Fabio Maria Gliozzi ha citato Stefano Papi, 53 anni, abitante nella capitale, per l'udienza che si terrà il 22 luglio davanti al giudice di pace di Arcidosso. La contestazione è lesioni colpose, per imprudenza e negligenza. Papi viene citato per aver omesso - anche in qualità di responsabile della sicurezza delle piste date in concessione all'Isa - la predisposizione di adeguate protezione ai lati della pista "Panoramica".  L'incidente era avvenuto il 22 gennaio 2009. Quel giorno i ragazzi dell'Istituto tecnico commerciale di Albinia e quelli del Nautico di Porto S.Stefano erano in gita con gli insegnanti. Il giovane abitante a Monte Argentario - che all'epoca aveva poco più di 15 anni e che ancora non è maggiorenne - aveva battuto la testa e aveva riportato un grave trauma cranico, cui era seguita un'emorragia cerebrale: lo studente era stato portato con l'eliambulanza a Siena ed operato. Inizialmente la prognosi era rimasta riservata, successivamente era stata sciolta e la guarigione si era prolungata per oltre 40 giorni. Poi insieme ai genitori aveva presentato querela.  La Procura della repubblica sostiene che in quel punto (è quello dove la pista "Panoramica" incontra quella denominata "Bellaria") dovevano essere installate protezioni: lì la larghezza della pista è ridotta, ci sono alberi ai lati, la pendenza è vicina al 40 per cento ed è dunque elevata, e poi è frequente in quel punto la formazione di lastre di ghiaccio. Proprio su un tratto ghiacciato lo studente - che stava sciando insieme a un amico, rimasto illeso - aveva perso il controllo degli sci e aveva sbandato verso sinistra finendo contro l'albero. La mancata installazione delle reti di protezione sarebbe in contrasto, stando alle conclusioni della magistratura, con le norme statali e regionali che riguardano i requisiti tecnici e le condizioni di sicurezza.  Saranno sentiti come testimoni i genitori, i compagni di scuola, l'insegnante, il preside, i soccorritori e i carabinieri. P.S.

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