Il Tirreno

Grosseto

«Quel venerdì la Faenzi era in Comune»

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EX AMICI. Monica Faenzi con Domenico Fimmanò quando ancora andavano d’accordo

Per la prima volta parla Domenico Fimmanò: «Le liste partirono nel pomeriggio»

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 CASTIGLIONE. Ha aspettato che le urne fossero chiuse per parlare. Ma ora Domenico Fimmanò, ex segretario comunale del Comune, ha deciso di dare la sua versione dei fatti. Per settimane Monica Faenzi e Sandra Mainetti lo hanno chiamato in causa, accusandolo di essere il responsabile del pasticcio delle liste.  Adesso lui, che annuncia querele, ricostruisce quel famoso venerdì 15 aprile, quando è nato il caos che ha portato all'esclusione del Centrodestra a Castiglione.  «In qualità di funzionario dello Stato - scrive Fimmanò, in una lunga nota - ho ritenuto giusto tacere sino al termine delle elezioni su tutto ciò che ha riguardato le vicende di Castiglione, ma ritengo ora giunto il momento di smentire tanti fatti privi di fondamento ed in parte calunniosi addebitatimi, i cui autori saranno chiamati a risponderne nelle opportune sedi. Sono stato indicato sulla stampa come iscritto al Pdl, notizia che smentisco categoricamente, non essendo mai stato iscritto ad alcun partito politico. È vero, invece, che mio figlio è iscritto al Pdl e fa parte del coordinamento provinciale di Grosseto».  Questa la premessa. Poi Fimmanò ricostruisce i fatti. «Smentisco le tante affermazioni non veritiere apparse sui mezzi di comunicazione in questi giorni, con una breve cronistoria dei fatti: la mattina del giorno 15 aprile, mentre il sindaco era a Firenze, si presentavano nel mio ufficio il ragionier Miserocchi, già in passato membro del collegio dei revisori del conto consuntivo dello stesso Comune, ed il signore Bonazzo, per presentare la lista del Pdl. Subito facevo rilevare la mancanza del certificato di iscrizione nelle liste elettorali del Comune di Grosseto della candidata Monica Faenzi e invitavo gli stessi a provvedere, così come facevo notare che mancava ancora il programma elettorale».  «Nel pomeriggio, intorno alle ore 17 - prosegue Fimmanò -, mentre il sindaco Faenzi era rientrato da Firenze ed era presente nel suo ufficio in Comune, si è presentato nuovamente il Miserocchi per la presentazione della lista, redatta su modelli non consegnatigli assolutamente dal sottoscritto. Che il sindaco fosse in ufficio al momento della presentazione della lista può essere testimoniato da molte persone. Infatti sono stato chiamato dal primo cittadino nel suo ufficio per problematiche riguardanti il demanio e sempre durante quel pomeriggio il presidente del consiglio comunale, Mario D'Onofrio, con il mio apporto si accingeva a convocare il consiglio comunale per il 22 aprile».  Questa la tempistica ricostruita da Fimmanò. Che poi spiega i suoi compiti, in base alla legge: «È bene precisare quali sono i compiti del segretario comunale riguardo alla presentazione delle liste. L'art. 11 cap. 2º delle istruzioni per la presentazione e l'ammissione delle candidature di cui alla pubblicazione n.5 del ministero del'Interno, nei primi quattro commi così recita testualmente: "il segretario comunale o chi lo sostituisce legalmente, per obbligo di legge, deve rilasciare, per ogni lista depositata, a coloro che materialmente effettuano la presentazione, una ricevuta dettagliata, che deve indicare, oltre al giorno e all'ora precisa di presentazione, l'elenco particolareggiato di tutti gli atti depositati; ciò al fine di evitare eventuali contestazioni nel caso di documentazione incompleta. A riguardo, si suggerisce l'adozione di sistemi degli schemi di ricevuta allegati alle presenti istruzioni (allegato n.8 a pag.73 e allegato n.9 a pag.77). È opportuno precisare che il segretario comunale non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, i relativi allegati e i contrassegni di lista, anche se li ritenga irregolari o se siano presentati tardivamente, purché indichi, sia nella ricevuta da rilasciare ai presentatori sia sugli atti stessi l'ora della ricezione. È, tuttavia, raccomandabile che il segretario comunale non ometta di far rilevare quelle irregolarità che gli sia dato conoscere, come, ad esempio, se le firme dei presentatori della lista non siano debitamente autenticate, se non risulti provato che i presentatori stessi siano iscritti nelle liste elettorali del comune, ecc."».  Quindi, per Fimmanò, lui non poteva fare più di cosa ha fatto: «Il sindaco Faenzi nelle sue numerose interviste confonde il ruolo del segretario comunale, il cui unico compito, come si evince da quanto sopra, è quello di ricevere le liste dei candidati, senza poter assolutamente manometterle né fascicolarle, con il ruolo di segretario di partito a cui compete la compilazione e presentazione delle liste. Non è possibile al segretario comunale, a pena di incorrere in reati penali, suggerire "cambiamenti" nelle liste già redatte e autenticate. Circa le allusioni fatte sulla mia assenza per malattia, voglio precisare che ho prestato regolarmente servizio sino al 25 aprile e solo dal 26 mi sono assentato per problemi di salute, legati purtroppo anche alla presente vicenda, e regolarmente certificati, senza dei quali avrei continuato tranquillamente a prestare servizio nonostante la "pressione" mediatica di cui sono stato fatto oggetto in questo periodo. Il giorno 11, risolti i problemi di salute, ho ritenuto, d'intesa con l'Agenzia dei segretari comunali e provinciali di Firenze, scegliere di prestare servizio presso il comune di Volterra. Infine, sulla mia onestà personale e professionale, parlano gli oltre trent'anni di servizio, prestati con impegno e correttezza a favore di tutte le Amministrazioni presso le quali ho lavorato, a prescindere dal loro orientamento politico».

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