Sicurezza
La segretaria del Pd riapre a Sel
Guido Fiorini
«Non ci apparentiamo, ma con loro vogliamo recuperare un rapporto»
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Va recuperato il rapporto con Sel. A dirlo, senza tanti giri di parole, è Barbara Pinzuti, segretaria del Partito Democratico. Al ballottaggio però, per coerenza con quanto finora dichiarato e con le scelte fatte, non ci sarà apparentamento: «Non ci apparenteremo, lo confermo. Però dobbiamo riprendere un percorso con loro» dice la segretaria. «In fondo governiamo insieme la Provincia, siamo insieme anche in Regione e in molti Comuni, possiamo riprendere un cammino condiviso».
Ma l'assenza di Sel è stata determinante per la mancata vittoria al primo turno a Grosseto. «Abbiamo fatto la scelta di andare con l'Udc e non la rimpiangiamo, siamo convinti che potremo fare insieme un bel percorso. E, guardando i numeri, avendo in coalizione Sel e non l'Udc non avremmo avuto un risultato diverso». Però il Pd perde 8 punti rispetto al 2006. «Perdiamo in termini percentuali, è vero. Ma non si può fare un raffronto con il 2006: sono elezioni analoghe, ma in questi cinque anni è cambiato tutto politicamente, viviamo in un mondo diverso. Preferisco guardare i numeri assoluti: in quelli teniamo e bene.
E poi abbiamo fatto un ottimo lavoro con le liste: le prime due entrate in consiglio sono due donne (Chiara Daviddi e Stefania Laurenti, e pensare che quest'ultima qualcuno non la voleva... ndr), ha avuto un ottimo risultato un giovane come Pietro Migliaccio. Insomma, ci sono segnali positivi». Gli altri segnali positivi vengono da Orbetello e Scansano. «Orbetello è un successo splendido, figlio delle primarie, che sono state il collante di tutta la coalizione. Hanno tenuto insieme le varie anime, che ora dovrà "governare" Monica Paffetti. Certo ci sono stati anche demeriti altrui, perché il paese non voleva più Rolando Di Vincenzo, ma Monica e noi siamo stati bravi a coinvolgere le liste civiche, eccezionali nelle frazioni, direi decisive».
E Scansano? «Lì avevamo i timori maggiori, perché abbiamo dovuto ricostruire una squadra dopo la rinuncia di Morini che, peraltro, a Murci ha fatto un lavoro egregio e ci ha regalato la vittoria. Sabrina Cavezzini non aveva mai fatto politica, ma ha imparato in fretta a coinvolgere la gente, è stata brava». Veniamo al caso Castiglione. «È l'altra roccaforte caduta del Centrodestra, che arretra in tutta la Maremma. Abbiamo vinto una competizione strana, ma non ci sentiamo di aver centrato un successo a tavolino, anzi. La campagna per l'astensione messa in piedi da Monica Faenzi ci ha fatto vincere in modo diverso, semplicemente portando più del 51% dei paesani alle urne. È stata lei a trasformare quel dato nel risultato elettorale.
Se poi pensiamo che l'altra volta votò l'82% dei castiglionesi, a loro resta poco più del 30%. Cittadini che andranno recuperati e capiti, alle cui istanze dovremo saper rispondere, ma minoranza in paese». Infine Gavorrano, sconfitta pesante. «Vero, pesante e dolorosa. Borghi ha stravinto e lo ha fatto due volte in due anni, dobbiamo dargliene atto. Noi siamo stati ridimensionati, anche per colpa di una gestione deleteria del partito da parte di Serena Remi. Adesso dobbiamo ripartire, dalla freschezza di Francesca Mondei, ma anche da quel gruppo di giovani che ha avuto un ottimo risultato elettorale. Sapremo risollevarci».
Ma l'assenza di Sel è stata determinante per la mancata vittoria al primo turno a Grosseto. «Abbiamo fatto la scelta di andare con l'Udc e non la rimpiangiamo, siamo convinti che potremo fare insieme un bel percorso. E, guardando i numeri, avendo in coalizione Sel e non l'Udc non avremmo avuto un risultato diverso». Però il Pd perde 8 punti rispetto al 2006. «Perdiamo in termini percentuali, è vero. Ma non si può fare un raffronto con il 2006: sono elezioni analoghe, ma in questi cinque anni è cambiato tutto politicamente, viviamo in un mondo diverso. Preferisco guardare i numeri assoluti: in quelli teniamo e bene.
E poi abbiamo fatto un ottimo lavoro con le liste: le prime due entrate in consiglio sono due donne (Chiara Daviddi e Stefania Laurenti, e pensare che quest'ultima qualcuno non la voleva... ndr), ha avuto un ottimo risultato un giovane come Pietro Migliaccio. Insomma, ci sono segnali positivi». Gli altri segnali positivi vengono da Orbetello e Scansano. «Orbetello è un successo splendido, figlio delle primarie, che sono state il collante di tutta la coalizione. Hanno tenuto insieme le varie anime, che ora dovrà "governare" Monica Paffetti. Certo ci sono stati anche demeriti altrui, perché il paese non voleva più Rolando Di Vincenzo, ma Monica e noi siamo stati bravi a coinvolgere le liste civiche, eccezionali nelle frazioni, direi decisive».
E Scansano? «Lì avevamo i timori maggiori, perché abbiamo dovuto ricostruire una squadra dopo la rinuncia di Morini che, peraltro, a Murci ha fatto un lavoro egregio e ci ha regalato la vittoria. Sabrina Cavezzini non aveva mai fatto politica, ma ha imparato in fretta a coinvolgere la gente, è stata brava». Veniamo al caso Castiglione. «È l'altra roccaforte caduta del Centrodestra, che arretra in tutta la Maremma. Abbiamo vinto una competizione strana, ma non ci sentiamo di aver centrato un successo a tavolino, anzi. La campagna per l'astensione messa in piedi da Monica Faenzi ci ha fatto vincere in modo diverso, semplicemente portando più del 51% dei paesani alle urne. È stata lei a trasformare quel dato nel risultato elettorale.
Se poi pensiamo che l'altra volta votò l'82% dei castiglionesi, a loro resta poco più del 30%. Cittadini che andranno recuperati e capiti, alle cui istanze dovremo saper rispondere, ma minoranza in paese». Infine Gavorrano, sconfitta pesante. «Vero, pesante e dolorosa. Borghi ha stravinto e lo ha fatto due volte in due anni, dobbiamo dargliene atto. Noi siamo stati ridimensionati, anche per colpa di una gestione deleteria del partito da parte di Serena Remi. Adesso dobbiamo ripartire, dalla freschezza di Francesca Mondei, ma anche da quel gruppo di giovani che ha avuto un ottimo risultato elettorale. Sapremo risollevarci».
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